updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Decreto Covid; il Green Pass dividerà i buoni dai cattivi?

"Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito, devono proteggere se stessi e le proprie famiglie, il Green Pass non è un arbitrio ma una condizione da tenere."


Così il premier Mario Draghi ha voluto aprire la conferenza stampa tenutasi subito dopo il Consiglio dei Ministri che ha deciso le nuove regole per contenere la pandemia da Covid-19, che entreranno in vigore tra una settimana. Illustrate le decisioni prese con il provvedimento, oltre all'obbligatorietà del Green Pass per poter accedere a diversi momenti di vita pubblica, sono stati presentati anche la revisione dei parametri sanitari per determinare il passaggio delle Regioni da zona bianca a zona gialla o rossa. Il Green Pass (valido anche quello rilasciato dopo una sola dose di vaccino), sarà necessario per entrare in ristoranti e bar al chiuso e se seduti al tavolo (la consumazione al banco in piedi è permessa), spettacoli all'aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi, cinema e teatri. Resteranno chiuse le discoteche. Presenti alla conferenza stampa oltre al Premier Draghi anche Roberto Speranza, Ministro della salute e Marta Cartabia, Ministro della Giustizia.

"Oltre la metà degli italiani ha completato il ciclo vaccinale, la pressione sugli ospedali è fortemente diminuita. Invito gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito. Devono proteggere se stessi e le loro famiglie. L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire o far morire. Senza la vaccinazione si deve chiudere tutto di nuovo. Ora il vaccino si sta diffondendo e grazie alla vaccinazione le conseguenze sui morti sono molto meno serie di quattro mesi fa. Mi fermo qua". Così Draghi ha voluto sensibilizzare tutti al vaccino. "La scelta era tra iniziare a chiudere o adottare il green pass e restare in zona bianca".

Al Ministro Speranza il compito di spiegare le nuove regole per il passaggio delle regioni alle varie zone di colore diverso e le relative chiusure o limitazioni, "l’ultimo parametro per decidere le chiusure è stato valutare l’incidenza, cioè il numero di casi ogni 100mila abitanti alla settimana. In accordo con le Regioni abbiamo deciso di considerare come primo parametro il tasso di ospedalizzazione. Così da oggi la soglia viene fissata al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni. Per entrare in zona arancione i parametri saranno del 20 e del 30%. Per la zona rossa, con percentuale che resta invariata rispetto ai precedenti parametri, le soglie sono 30% e 40%". Decisamente dei tetti molti alti, vista la bassa ospedalizzazione registrata a fronte di un aumento dei nuovi positivi. 

Lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 31 dicembre 2021, questo consente interventi mirati che non necessitano il passaggio alla Camera e al Senato per diventare leggi attuate.

Speranza ha continuato parlando anche della scuola, "Per tutto il governo la scuola è una priorità assoluta e faremo ogni sforzo per consentire una riapertura in piena sicurezza e in presenza a settembre”, ha assicurato. “Ma non vorrei che passi il messaggio che tra gli insegnanti c'è sfiducia, perché l'85% si è vaccinato. C'è un 15% da recuperare e credo che dobbiamo valutare tutti gli strumenti potenziali per recuperare questo 15%".

Questo il video Live di tutta la conferenza stampa.

 
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Coprifuoco, cosa cambia in zona bianca e gialla

Le modifiche dal 7 giugno nelle varie zone e per quanto riguarda gli spostamenti nelle ore notturne


Se nella zona bianca il coprifuoco non c'è già più, per le regioni che si trovano ancora in fascia gialla c'è una novità. Da domani 7 giugno infatti il coprifuoco si allunga dalle 23 alle 24. Resta il divieto di uscire prima delle 5 del mattino.

Si allungano quindi le serate con la possibilità, per chi è in zona bianca di cenare all'aperto con distanziamento dei tavoli di un metro ma senza limiti di persone. Mentre al chiuso il numero massimo è fissato a 6. Discorso diverso invece per chi si trova in fascia gialla, a rischio covid un po' più alto, dove resta il limite di 4 persone per tavolo, sia al chiuso che all’aperto.

A chi si trova in zona bianca sono consentiti gli spostamenti senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca; senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate; verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida (si veda la FAQ specifica), nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione.

È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

A chi si trova in zona gialla invece sono consentiti i seguenti spostamenti:

- senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;

- dalle ore 5.00 alle 24.00, verso località della zona bianca o gialla, senza doverne giustificare il motivo.

 

(Fonte: Adnkronos)

Italia verso la zona bianca, tre Regioni già da oggi. Decessi ai minimi da ottobre, campagna vaccinale al galoppo: si ricomincia a respirare

Zona bianca da oggi 31 maggio per Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise, senza coprifuoco e con regole per le riaperture secondo le linee guida del Cts. Entra in vigore l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo una giornata caratterizzata da 2.949 contagi e 44 morti, il dato più basso per quanto riguarda i decessi dal mese di ottobre. Non sono state registrate vittime nelle province autonome di Bolzano e Trento, in Valle d’Aosta, Abruzzo e Basilicata. Cala anche l'occupazione delle terapie intensive, con 1.061 pazienti ricoverati (-34)


Accelera il conto alla rovescia verso la normalità nel Ponte del 2 giugno, un assaggio di vacanze ormai quasi vere per milioni di italiani. Oggi tocca a Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise - le prime tre regioni che diventano 'bianche' - dire addio al coprifuoco e salutare le riaperture di ristoranti e bar al chiuso, piscine coperte, parchi tematici, sale giochi, wedding, fiere, sagre, circhi, corsi di formazione, convegni.

L'1 giugno si potrà mangiare nei locali al chiuso ed assistere agli eventi sportivi al coperto (con capienza al 25%) in tutta Italia. Il 7 giugno il coprifuoco slitta alle 24 a livello nazionale (uscita libera, invece, per le regioni bianche).

La corsa alle riaperture è spinta dalla campagna vaccinale - anche ieri sopra le 500mila somministrazioni giornaliere dopo il record di venerdì - e dal continuo calo di contagi e vittime: ieri i morti sono stati 44, il numero più basso dallo scorso 14 ottobre. In continua diminuzione i ricoverati in terapia intensiva (sono 1.061), che si avviano a scendere sotto quota mille dopo mesi. In risalita il tasso di positività, all'1,8% (+0,5% rispetto a ieri) Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sparge ottimismo. "Non dobbiamo preoccuparci - assicura - dell'aumento di contagi in Inghilterra: lì ci sono stati seimila casi di variante indiana, di cui 5mila da persone non vaccinate. In Italia la variante indiana è all'1%. Noi dobbiamo correre con la vaccinazione, completare le seconde dosi, continuare con mascherine e distanze e insieme, noi e la popolazione, ci lasceremo questa situazione alle spalle". Intanto, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato la proroga dell'ordinanza, fino al 21 giugno, che vieta l'ingresso in Italia per chi proviene da India, Bangladesh e Sri Lanka. Le tre regioni bianche, dunque, oggi dicono addio a mesi di restrizioni (la Sardegna, in effetti, era diventata bianca già a fine febbraio ma poi era tornata rossa): continuano ad essere in vigore gli obblighi di mascherina e distanziamento, ma ripartono tutte le attività che erano state sospese dalla pandemia. Resta lo stop, invece, per le discoteche come attività di ballo. E Sileri si augura che "possano riaprire presto con il green pass e diventare un punto dove ci si possa anche vaccinare e raggiungere così i giovani che a volte sono più refrattari alle vaccinazioni".

Dal 7 giugno saranno in bianco - secondo l'attuale andamento dei contagi - anche Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto, mentre dal 14 dovrebbe toccare a Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e alla provincia di Trento.
Le ultime sette regioni ancora gialle potrebbero cambiare colore dal 21 giugno, con l'inizio dell'estate. Il calendario delle riaperture prevede (per le regioni non bianche) il via libera dal 15 giugno ai matrimoni con cerimonia, parchi tematici e congressi; dal 21 giugno via il coprifuoco; dall'1 luglio riprendono infine corsi di formazione, centri benessere, sale giochi, eventi sportivi al chiuso, piscine coperte. Per quest'ultima attività Anna Maria Bernini (Forza Italia) invita il Governo a valutare "con grande attenzione l'appello del presidente della Federazione Nuoto Paolo Barelli, che chiede di anticipare la riapertura". Sul fronte vaccini, giovedì prossimo si archivia definitivamente il sistema delle fasce di età (già bypassato in alcune Regioni dai vari open day organizzati) : chiunque, dai dodicenni in su, potrà vaccinarsi.

Per la fascia dei ragazzi tra i 12 ed i 15 anni l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) entro oggi dovrebbe esprimersi, dopo l'ok arrivato dall'Ema. "Pensare agli adolescenti e ai bambini - ha spiegato il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù - è importante perchè sappiamo che se vogliamo limitare la catena della trasmissione questo è il meccanismo".

Le somministrazioni totali sono 34.234.814, le persone immunizzate sono 11.785.375 (un italiano su 5). E a giugno sono attese oltre 20 milioni di dosi. Mentre parte la vaccinazione 'universale' c'è il problema di raggiungere i soggetti in età vulnerabile finora sfuggiti alle punture: si tratta in primo luogo di 375mila over 80 (poco più dell'8% della popolazione complessiva di quella fascia d'età); poi 1 milione e 97mila tra i 70 ed i 79 anni (il 18%) e 2 milioni e 345mila tra i 60 ed i 69 anni (il 31%). Sempre dal 3 giugno, infine, le somministrazioni potranno avvenire anche nelle aziende: nelle scorse settimane oltre 700 avevano dato disponibilità.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

Italia tutta in giallo da lunedì, tra voglia di ripartire e prudenza. Sette regioni verso il bianco, il "non colore" della normalità

L'indice Rt ancora in calo, ricoveri sotto la soglia, le vaccinazioni che procedono spedite. Tutti gli indicatori che fanno pensare che il peggio è passato


"Con il monitoraggio e le conseguenti ordinanze di oggi l'Italia sarà tutta in area gialla. E' il risultato delle misure adottate finora, del comportamento corretto della stragrande maggioranza delle persone e della campagna di vaccinazione. Ad annunciarlo con un post su Facebook è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Continuiamo su questa strada con fiducia, prudenza e gradualità", ha aggiunto. 

Sette regioni vicine al bianco

Dalla prossima settimana, dunque, tutte le regioni italiane saranno in zona gialla, per la prima volta da quando è stato introdotto il criterio dei "colori". L'ultima in arancione, la Val d'Aosta, passa nella fascia gialla dopo le canoniche due settimane di "purgatorio" per alta incidenza, e raggiunge tutte le altre regioni e province autonome. L'ultimo monitoraggio della cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni fotografa il deciso miglioramento di tutti gli indicatori, a quasi un mese ormai dalle riaperture del 26 aprile: sotto soglia i ricoveri ordinari e le terapie intensive, tutte le Regioni a rischio basso e con Rt sotto l'1, e un'incidenza scesa secondo i dati Iss a 73 casi per centomila ma arrivata, secondo il dato in tempo reale di ieri, a 66.

A un passo, come rileva lo stesso report dell'Iss, dalla fatidica soglia dei 50 casi per centomila che significa ripresa piena del tracciamento dei contatti e riaperture a tappeto: la soglia della zona bianca. Già raggiunta e scavalcata da sette regioni, stando ai dati di ieri: Veneto (45), Friuli (24), Liguria (43), Umbria (42), Abruzzo (42), Molise (20) e Sardegna (25).

La norma richiede pero' tre settimane consecutive con i dati da bianca: per questo servirà ancora una settimana alle tre regioni in pole position per dire addio a gran parte delle restrizioni: Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise, se anche nel monitoraggio di venerdi' prossimo avranno questi dati, saranno in bianco da lunedi' 31 maggio. Per le altre quattro, ossia Veneto, Liguria, Umbria e Abruzzo, occorrerà un'altra settimana ancora: per loro la data da segnare sul calendario è presumibilmente il 7 giugno.

Iss: accelera il calo dell'incidenza

Nell'ultima settimana di monitoraggio "accelera il calo nell'incidenza settimanale (73 per 100.000 abitanti (10/05/2021-16/05/2021) vs 103 per 100.000 abitanti (03/05/2021-09/05/2021) dati flusso ISS)", sottolinea la bozza del report settimanale di ministero della Salute e Iss. "La campagna vaccinale progredisce sempre più velocemente - rileva il rapporto - e l'incidenza si avvicina a livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi". 

I ricoveri sono sotto la soglia

Per la prima volta nell'ultima settimana di monitoraggio i ricoveri sono sotto la soglia di rischio, sia per le intensive che per i reparti ordinari, in tutte le Regioni. Il tasso di occupazione in terapia intensiva, si legge nel rapporto, "è sotto la soglia critica (19%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.056 (11/05/2021) a 1.689 (18/05/2021).

 

(Fonte: Agi)

Covid, le Regioni migliorano: da lunedì nessuna in rosso. L'indice Rt fa discutere, aumenta ma diminuisce l'incidenza. Fedriga: "Poco affidabile, va superato"

La Valle d'Aosta dovrebbe diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata: dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Giù ricoveri intensive, solo 5 Regioni sopra la soglia. Sale ancora l'indice Rt a 0.89, scende incidenza: il valore all'esame della cabina di regia


Ecco cosa si può fare dal 26 aprile: torna la zona gialla, “pass verde” per  muoversi tra regioni - La Stampa

L'Italia diventa sempre piu' gialla e nessuna regione dovrebbe essere rossa: la Valle d'Aosta dovrebbe, infatti, diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata che dovrebbero passare dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Le decisioni, sulla base dei dati della cabina di regia verranno prese dal ministro della Salute Roberto Speranza con le ordinanze delle prossime ore.

L'Italia,  stando a fonti riportate dall'agenzia Ansa, avrebbe solo due regioni in arancione: la Sicilia e la Valle d'Aosta. I cambi di fascia partiranno lunedi prossimo.

Miglioramento generale del rischio in Italia per l'epidemia di Covid, con nessuna Regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva, secondo  quanto compare nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute che sarà presentato oggi. Sei Regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Le altre 15 Regioni e province hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l'uno.

Scende il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica, evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale: si tratta di 5 contro le 8 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Le persone ricoverate passano da 20.312 (27/04) a 18.176 (04/05). 

Sale anche questa settimana l'indice di contagio del coronavirus in Italia che passa dallo 0.85 della scorsa settimana a 0.89. E' questo il valore che, secondo quanto si apprende, stanno valutando gli esperti della cabina di regia. L'incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127. 

 

(Fonte: Ansa)


Covid, 140 amministratori del Fvg a Fedriga: "Più equilibrio, meno attacchi  di parte"

Covid, Fedriga: "Allo studio seconda dose vaccino in vacanza". Cirio: "Nostre montagne come le isole, vanno vaccinate"

"Se si ritiene giusto vaccinare gli abitanti delle isole minori, che soffrono una carenza di ospedali e strutture sanitarie, lo stesso dovrebbe valere anche per le aree montane, che non sono in una situazione molto diversa". Lo afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, incontrando un gruppo di lavoratori stagionali valsusini che stamattina ha inscenato una mini-protesta davanti alla sede della Regione a Torino.

Obiettivo, spiega, "vaccinare gli abitanti e gli operatori delle montagne piemontesi, creando così delle bolle covid-free sul modello di quanto è stato proposto per le isole italiane e far ripartire il turismo". 

"La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice rt che oggi andiamo a valutare". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che lo ritiene poco affidabile,intervenendo a Sky Tg24. In alternativa, per Fedriga "un indice da tenere in considerazione è il rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante, e che non dà una visione distorta". "Avremo un confronto come Regioni con il Commissario Figliuolo" per verificare la possibilità che a una persona vaccinata con la prima dose possa essere somministrata la "seconda dose in vacanza- ha poi annunciato Fedriga-. Stiamo vedendo se è possibile organizzare questo, stiamo lavorando ma siamo di fronte alla campagna più grande della storia dell'umanità. Molte cose si possono risolvere, altre sono molto difficili, qualche disagio può esserci".

"Credo che il commissario debba favorire quelle Regioni che stanno rispettando i target dati e noi li abbiamo anche superati", ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, al termine della sua visita all'Ospedale di Vimercate, commentando la richiesta fatta ieri dal governatore Fontana di avere ulteriori dosi AstraZeneca qualora nelle altre regioni venissero rifiutate. "Da noi meno dell'1% delle persone vaccinate rifiuta AstraZeneca - ha aggiunto - anche perché i nostri medici spiegano loro che questo è un vaccino sicuro ed efficace". "Nell'ordine del giorno della prossima commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che sarà mercoledì, ci sarà il tema della possibilità di poter vaccinare le persone che si spostano in altre regioni, anche per vacanza". "Noi in Lombardia abbiamo vaccinato tutte le persone che lavorano nel nostro territorio, quindi - ha aggiunto - credo che sia auspicabile che la stessa possibilità possa essere data alle persone che si spostano verso altre regioni o per vacanza o per altri motivi".

Intanto ieri sono state di nuovo superate le 500 mila dosi di vaccino somministrate in un giorno in Italia, secondo il Commissariato all'emergenza. Per l'esattezza alle 4 di stamani risultavano somministrare 501.236 dosi. Oltre 16 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il coronavirus, il 26,7% della popolazione, secondo il 'contatore' di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute. Tra loro ci sono anche gli oltre 6,8 milioni che hanno ricevuto anche il richiamo o la monodose di Johnson&Johnson, completando quindi il ciclo vaccinale. 

"Il mese di maggio è un mese di transizione. Io mi aspetto 17 milioni di vaccini, stanno arrivando e arriveranno con cadenza settimanale così come li avete visti giungere in questa prima settimana. Ci daranno modo di tenerci sull'obiettivo", ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo a margine della visita all'hub vaccinale di Pescara, nell'ambito della sua tappa in Abruzzo. Per quanto riguarda le aziende, il generale sottolinea che "i punti aziendali partiranno più avanti quando avremo più vaccini e dopo aver messo in sicurezza gli over 65 e i fragili. Da lunedì - ricorda - partono le prenotazioni per gli over 50. Stiamo piano piano vedendo sempre più luce - conclude - e stiamo attraversando il tunnel". 

(Fonte: Ansa)

L'Italia si ritrova (quasi tutta) colorata di giallo. Cosa cambia da oggi

Pranzi e cene all'aperto, teatri, cinema, musei e viaggi liberi. Resta il "pass" per le Regioni arancioni e rosse. Permane il coprifuoco alle 22. Prove di normalità per 50 milioni di italiani


L'Italia si risveglia quasi tutta in 'giallo' ed è di nuovo tempo di riaperture: per 50 milioni di italiani è possibile tornare a pranzo o a cena fuori - letteralmente, perché almeno inizialmente si mangerà solo all'aperto - ma anche al cinema o a teatro. E si potrà ricominciare a viaggiare liberamente tra regioni gialle per qualsiasi motivo, turismo compreso, cosa che era vietata dal 18 dicembre; mentre da o verso regioni arancioni/rosse si potrà viaggiare a patto di avere il cosiddetto 'pass verde', la certificazione che attesti la vaccinazione o la guarigione, o anche un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. 

Inoltre, si potrà continuare a frequentare i negozi - anche se i centri commerciali resteranno chiusi nei weekend fino al 15 maggio - o andare dal parrucchiere, insomma si tornerà a condurre una vita simile alla normalità anche se fino alle 22, ora in cui scatta il coprifuoco ma sul quale è in corso una nuova battaglia politica.

Altri passi in avanti nelle riaperture anche per la scuola: in zona gialla e arancione tutti i ragazzi delle elementari e delle medie tornano in classe, mentre per le superiori la presenza è almeno al 70% e può arrivare fino al 100%. In zona rossa, invece, tutti presenti fino alla terza media, mentre alle superiori l’attività in classe si svolge almeno al 50%. 

Ad eccezione delle Regioni ancora 'arancioni' - Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta - e dell'unica 'rossa' - la Sardegna - dove restano le restrizioni e continuano quindi le chiusure, il resto del Paese quindi riapre e riparte. 

Cosa è consentito fare? Nelle Regioni gialle sono sempre permessi gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori, ma fino al 15 giugno è possibile un solo spostamento una volta al giorno verso un’abitazione privata, in un massimo di 4 persone oltre ai minorenni (fino a 18 anni) sui quali si esercita la responsabilità genitoriale. Da oggi via libera a ristoranti bar, pub, gelaterie, pasticcerie “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena” nel rispetto degli orari del coprifuoco - dalle 22 alle 5 - e dei protocolli di sicurezza: la circolare del Viminale emanata sabato ribadisce che il rientro a casa deve avvenire entro le 22 e prevede maggiori controlli proprio nei locali, per il rispetto delle norme anti Covid, e nelle zone della movida per evitare assembramenti. Nei ristoranti si potrà mangiare al chiuso (anche se solo a pranzo) dal 1 giugno, non prima. 

Riaprono anche i musei ed è possibile, dopo mesi di chiusure, assistere a spettacoli in sale teatrali, da concerto, cinema, live club e in altri locali o spazi anche all’aperto: obbligatoria la prenotazione dei posti a sedere e il rispetto di un metro di distanza tra gli spettatori (a eccezione dei conviventi). La capienza non può essere comunque superiore al 50% di quella massima autorizzata e non possono esserci più di mille spettatori all’aperto e 500 al chiuso.

Altra novità sul fronte dello sport: da oggi si può tornare a praticare tutte le discipline all’aperto, anche di squadra e di contatto, ma senza poter utilizzare gli spogliatoi. Per la riapertura delle piscine, all’aperto, però bisognerà aspettare il 15 maggio mentre per le palestre il 1 giugno. Tutte le misure sono previste dal 26 aprile fino al 31 luglio. 

 

(Fonte: Agi)

Rossa e arancione, l'Italia riparte dalle scuole: da mercoledì tutti in classe fino alle medie. Lo scenario di questo mese

Cosa cambia per i colori delle Regioni. Fino al 30 aprile abolito il giallo. Le valutazioni sull'incidenza delle varianti rispetto alla popolazione


Regole Covid: scuola e restrizioni dopo il 6 aprile - PMI.it

Da martedì 6 aprile termina la zona rossa entrata in vigore in tutta Italia per le festività pasquali. Le singole Regioni saranno sottoposte, quindi, alle restrizioni previste in base al colore assegnato dalla cabina di regia, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, secondo l’andamento dell’epidemia a livello regionale.

In particolare l’ultimo monitoraggio dello scorso venerdì ha stabilito che rimarranno in zona rossa 9 regioni (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Campania, Calabria e Puglia), mentre in ‘zona arancione’ torneranno Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Trentino Alto Adige, Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.

Il decreto del 12 marzo scorso ha stabilito, infatti, che dal 6 al 30 aprile 2021 ‘in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni’.

È prevista anche l’estensione delle misure della ‘zona rossa' in caso di incidenza di contagi, superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con una consistenza di circolazione delle varianti. Le regole della ‘zona arancione’ prevedono la possibilità di spostarsi all’interno del proprio comune tra le 5 e le 22 mentre gli spostamenti verso altri comuni e verso altre Regioni, sono consentiti esclusivamente per ‘comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute’. 

Restrizioni previste nelle 'zone arancioni'

In zona arancione, inoltre, resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, quando per spostarsi è necessario dimostrare ‘comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e situazioni di necessità’. Per i residenti in comuni che hanno una popolazione fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune.

Per tutto il mese di aprile l’attività di ristoranti e pizzerie potrà essere svolta solo con l’asporto di cibo e bevande dalle 5 del mattino alle 22. Per i bar, e quei locali che non hanno una cucina, l’asporto è consentito solo fino alle 18. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive ma per i soli clienti che alloggiano nella struttura.

Coronavirus e scuola, bambini e adolescenti verso le aule. Gli studi:  "Covid meno frequente nei piccoli", "Sotto i 20 anni meno suscettibili" -  Il Fatto Quotidiano

Misure  per le scuole

È prevista da mercoledì 7 aprile la riapertura delle scuole anche nella ‘zona rossa’ dove solo gli alunni dell’infanzia, delle elementari e della prima media, potranno frequentare le lezioni in presenza.

Il decreto del 1 aprile ha stabilito per la zona rossa la didattica a distanza per i ragazzi dalla seconda media in poi ma garantendo la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali.

In zona arancione, invece, la didattica in presenza dovrà svolgersi per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e di tutte le classi fino alla terza media. Per gli alunni delle scuole superiori dovrà essere garantita la didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento

 

(Fonte: Agi)

Nuovo decreto Covid, Italia chiusa un altro mese: tutte le misure per aprile. Scontro Salvini-Speranza sulle riaperture, governo in "zona rissa"

L'Italia resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutto il Paese, bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine chiuse, niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all'interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone. Ma se l'andamento della pandemia e della campagna di vaccinazione lo consentiranno, saranno possibili deroghe per ripristinare le zone gialle e dare corso ad alcune aperture anche prima del 30 aprile. 

Il consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto anti Covid in vigore dal 7 aprile che conferma sostanzialmente l'impianto delle misure già in atto e introduce due importanti novità: l'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi, e lo stop alla possibilità per i presidenti di Regione di emanare ordinanze, come hanno fatto in questo anno di emergenza, per chiudere le scuole nonostante le indicazioni nazionali prevedessero la presenza in classe.

 

Nuove dotazioni per la Polizia Locale: tutte le info sul bando

Dal ritorno a scuola in presenza ovunque fino alla prima media fino al divieto di fare visite agli amici nelle regioni in zona rossa, ad eccezione del weekend di Pasqua. E l'Italia divisa solo tra arancione e rosso per tutto il mese di aprile, anche se si può sperare in deroghe con un decisivo calo di contagi e un netto aumento delle somministrazioni del vaccino in quei territori con dati da giallo.

Zona arancione scuro, nuovo colore covid per l'Italia: quali sono le regole?

Ecco alcune delle misure più importanti previste dal nuovo decreto legge del Governo

SCUOLA - Si tornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole.

PASQUA IN ROSSO - Dal 3 al 5 aprile (come prevede già l'attuale decreto) tutta Italia sarà in zona rossa, come a Natale. Non si potrà circolare neanche all'interno del proprio comune ma è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici. E' inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all'aperto in forma individuale

NIENTE ZONA GIALLA - Fino al 30 aprile tutta Italia sarà in zona arancione o rossa. Il Comitato tecnico scientifico ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla". Il decreto prevede però una verifica a metà aprile: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri.

POSSIBILI DEROGHE, MA DIPENDE DA CONTAGI E VACCINI - Per quelle Regioni in arancione che però avranno dati da zona gialla sono previste possibili deroghe in base all'andamento dei dati su contagi e cifre sulle somministrazioni del vaccino, in particolare alla popolazione anziane fragile. Dunque un eventuale ritorno al giallo solo per quei territori con dati epidemiologici bassi e numeri alti delle inoculazioni.

SPOSTAMENTI - Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

IN ZONA ROSSA STOP VISITE AD AMICI, MA A PASQUA SÌ - Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

COPRIFUOCO - Confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5. Anche in questo caso, il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità.

BAR E RISTORANTI - Restano chiusi. Possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. In caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo.

PALESTRE, PISCINE, CINEMA, TEATRI, MUSEI - Ancora niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

SECONDE CASE - Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive. E' il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti. L'accesso alle seconde case per i non residenti è vietato in Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino, Toscana, Sardegna. In Sicilia si entra solo con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo.

OBBLIGO DI VACCINAZIONE PER SANITARI E FARMACISTI - Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all'andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. La sospensione durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Previsto anche lo 'scudo penale' per i somministratori che seguono le regole, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave.

STRETTA SUI VIAGGI - L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza valida fino al 6 aprile prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell'Ue siano obbligati a sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad un periodo di 5 giorni di quarantena.

VIA LIBERA A CONCORSI PUBBLICI - Inserita nel decreto la norma che sblocca tutti i concorsi nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del Cts al protocollo del ministero della Funzione pubblica. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

Salvini: «Fiducia in Draghi, no a chiusure per scelta di Speranza. Dopo  Pasqua ritorno alla vita sarà realtà» - Il Mattino.it

POLEMICHE E TENSIONI NEL GOVERNO: SALVINI CONTRO SPERANZA E CTS, PD CONTRO LA LEGA. LA MEDIAZIONE DI DRAGHI

Il provvedimento che esce dal consiglio dei ministri è il frutto della mediazione del presidente del Consiglio Mario Draghi tra l'ala rigorista della maggioranza, che non voleva neanche il riferimento alle possibili deroghe, e le forze politiche, Lega in testa, che spingevano per le riaperture: non ci sarà l'allentamento subito dopo Pasqua ma ci sarà la 'verifica' sui dati, che potrebbe portare a riaperture anticipate con una semplice delibera del Cdm. Una soluzione arrivata dopo oltre due ore di riunione che consente a tutti di poter affermare di aver ottenuto quel che volevano. "Il decreto mette la tutela della salute al primo posto" dice il ministro della Salute Roberto Speranza esprimendo "soddisfazione" per le scelte fatte. Subito dopo Pasqua "il governo valuterà eventuali riaperture" ribadiscono dalla Lega ammettendo che avrebbero preferito "un'apertura maggiore" ma di aver ottenuto comunque il "commissariamento di Speranza e del Cts". "Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone - dice lo stesso Salvini rinnovando la "lealtà" della Lega nei confronti di Draghi - per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza". Soddisfatti anche i ministri di Forza Italia per la possibilità di "aperture mirate già prima della fine di aprile". Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid ma resta la tensione sulla questione delle aperture: nel provvedimento si prevede che la zona gialla sia abolita fino al 30 aprile ma sono previste possibile deroghe, che passano comunque dal Cdm, in caso di dati paricolarmente positivi per una zona in relazione ai contagi e al numero dei vaccinati.

"Gli attacchi della Lega al ministro Speranza e al Cts sono inqualificabili e indegni. Le notizie che arrivano dalla Francia meritano il massimo rispetto e la considerazione sia da parte di chi è al governo sia da parte di chi vorrebbe riaprire tutto e presto. Riaperture affrettate rischiano di sfuggire di mano per la contagiosità estrema della variante inglese. Chi non vuole guardare la realtà potrebbe accorgersi che gli effetti devastanti degli errori di sottovalutazione della situazione precipitano in pochi giorni". Così Francesco Boccia, deputato e membro della Segreteria nazionale PD.

 

(Fonte: Ansa)

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