updated 10:25 AM UTC, Oct 29, 2021

Guardiamo nel nulla e non abbiamo il senso del limite: così la nostra società ha ucciso bellezza e sacralità

Una riflessione profonda sul nostro tempo, quello di "una civiltà meccanicistica e limitata agli apatici rapporti di causa-effetto" e di un uomo "sterilizzato in fatto di emozioni, privato del suo originario senso umano e artistico". Un invito a pensare e ri-pensare attraverso riferimenti letterari, filosofici e religiosi


Edgar Allan Poe, oggi reputato dalla critica il più grande scrittore e poeta gotico di sempre, scriveva, “mai guardare nell’occhio dell’abisso, perché poi anche l’abisso vorrà guardare te”. E, contrariamente a quanto affermato dal ricciolino di Boston, duecento anni addietro, la società contemporanea, masochista e fortemente egoica, ha fatto di tutto pur di abbandonare i propri occhi vitrei (privi di passione e fede) al vuoto della futilità, delle guerre verso il prossimo, delle furberie, di un perverso e incontrollato impiego della tecnica. Il tutto dettato da smisurati interessi collettivi e individuali i cui effetti reificano l’uomo e i suoi sentimenti: reificazione (privare di anima, materializzare, neutralizzare asetticamente) termine utilizzato da Simone Weil, la quale nel suo famoso scritto “l’Iliade, il poema della forza” sottolinea sconsolata quanto la società occidentale, ben lontana dai limiti derivanti dal rispetto dell’ethos degli antichi Greci, ha perduto il senso di limite, non riconoscendosi più parte di un ordine naturale di cui gli Dèi greci erano garanti, e il Dio cristiano ordinatore.

La puzza dei soldi ha sostituito l’odore vergine del Tempio della natura ispiratrice di canti e sinfonie, gli astrusi rumori della tecnica pro-vocante (cioè, che provoca e reifica la natura) di una civiltà meccanicistica e limitata agli apatici rapporti di causa-effetto (per citare Heidegger nel suo scritto “la questione della tecnica”) ha pienamente rimpiazzato i sacri di momenti di meditazione e di preghiera. Cura, attenzione e rispetto dunque reificati dalla mutevolezza delle cose, dalle impurità del peccato e delle violenze verso di sé e verso gli altri. L’uomo viene così defezionato – o per meglio dire, si auto-defeziona –, sterilizzato in fatto di emozioni, privato del suo originario senso umano e artistico: arte, come unica via che abbraccia l’essere, che comprende la vera natura originaria dell’uomo, per citare Nietzsche.

Nell’universo della reificazione anche la conoscenza di sé e del mondo è stata neutralizzata e resa passiva, sterile e circoscritta ai limiti della società: al posto di un sapere disincantato e inattuale, una parvenza di conoscenza ha preso il posto, soffermandosi sull’apparenza e su valori ambigui e discutibili, tesi unicamente a giustificare l’operato e gli interessi dell’uomo. Ma non è di certo il continuo pessimismo e il crogiolarsi nel ruolo di vittime ad aiutare l’uomo a risollevarsi; se come affermavano la coppia di pensatori Heidegger/Sloterdijk, è nel pericolo che cresce ciò che salva, ovvero, è dal buio più pesto che la luce può ritrovare spazio, sta a noi creare crepe e fessure per farla filtrare e per permettere il ritorno dei tempi in cui si viveva in armonia con gli enti circostanti, armati di empatia, di fede, di amore.

L’augurio più grande è quello di rivedere gli uomini uniti in un abbraccio di grazia, perdono e misericordia come Achille e Priamo sul finire dell’Iliade, dove tutte le violenze che avevano spazzato via bellezza e vite, erano terminate e l’orgoglio smisurato degli eroi messo a nudo, palesato nella sua debolezza e atrocità.

Matteo De Luca

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SAPERE DI BELLEZZA - Art&Bike Run, la prima edizione al via in Abruzzo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Sulla caratteristica costa dei Trabocchi, situata tra San Vito Chietino e Fossacesia in Abruzzo, si snoderà la prima edizione di Art&Bike Run.

Questa iniziativa è stata pensata per creare un itinerario ciclabile, artistico ed enogastronomico lungo i 42 km della Via Verde, percorso che verrà inaugurato proprio in questa occasione.

Questo tratto fa parte di un progetto più ampio voluto dalla Regione Abruzzo, chiamato “Bike to Coast” e che si snoderà per circa 130 km sulla costa dell’Adriatico, con moltissime diramazioni verso le colline e montagne dell’entroterra.

La manifestazione si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2021, e prevede diversi appuntamenti: si va dalla ciclopedalata enogastronomica (la più attesa) alla cronometro, oltre a una gara podistica non competitiva.

Il lato artistico della manifestazione è garantito dalle opere dello street artist Millo, che proprio durante i giorni di Art&Bike Run completerà la prima opera su uno dei muri di contenimento presente vicino a una delle gallerie presenti sulla ciclabile.

Il percorso è infatti molto suggestivo perchè riprende il tracciato di un’antica ferrovia costiera ottocentesca, dismessa ormai da molti anni.

Per poter partecipare ad Art&Bike Run ci si può iscrivere sul sito dedicato www.artbikeandrun.it, dove è possibile trovare tutti i dettagli relativi alla manifestazione.




Claudio Scaccabarozzi

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SAPERE DI BELLEZZA - On dance, con Roberto Bolle dal 2 settembre a Milano (VIDEO)

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dal 2 al 6 settembre 2021 si terrà a Milano la terza edizione di On Dance (Qui tutti gli eventi e le date), iniziativa ideata e voluta dall’etoile della Scala Roberto Bolle.

L’iniziativa, che ha visto la prima edizione nel 2018, mira a portare la danza in vari luoghi di Milano, coinvolgendo gratuitamente gli appassionati.

Questa edizione sarà dedicata a Carla Fracci, la grande ballerina scomparsa il 27 maggio scorso, e che nelle parole di Bolle ha ispirato l’idea alla base di questa manifestazione, con la sua volontà di portare la danza (e quindi l’Arte) fuori dal teatro.

Tutto si svolgerà ovviamente seguendo i protocolli relativi alla pandemia, ma lo stesso Bolle ci ha tenuto a precisare che “non possiamo permetterci di abituarci a una vita senza Arte”, e noi non possiamo che condividere il suo pensiero.

 

Claudio Scaccabarozzi

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SAPERE DI BELLEZZA - Una nuova (incredibile) scoperta a Pompei

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Gli scavi di Pompei hanno regalato agli archeologi una nuova scoperta incredibile. Nei giorni scorsi è stato infatti annunciato il rinvenimento di una tomba, perfettamente conservata, con all’interno un corpo che, al primo esame, sembra essere parzialmente mummificato.

La salma dovrebbe appartenere a Marcus Venerius Secundio, un liberto (ex schiavo) che dopo la liberazione aveva raggiunto un certo grado di agiatezza economica.

La particolarità di questa tomba sta proprio nell’aver ritrovato un corpo parzialmente mummificato, quando in realtà in quel periodo la prassi era l’incinerazione dei defunti.

Ad aggiungere un alone di mistero sono anche due urne, collocate a fianco del corpo all’interno della camera sepolcrale, e che si pensa possano contenere i resti di Novia Amabilis, presumibilmente la moglie del defunto.

Un’altra particolarità si incontra nell’iscrizione presente all’esterno del sepolcro, che racconta di come il defunto in vita avesse dato "ludi greci e latini per la durata di quattro giorni", cosa che lo assimilava ovviamente alle classi più elevate della società e che potevano permettersi di offrire dei giochi al pubblico.

E’ curioso notare l’utilizzo della lingua greca all’interno dei giochi, a sottolineare come in quel tempo fosse una lingua quasi universalmente diffusa in tutto il mediterraneo, soprattutto tra le classi più agiate.

Al momento non è ovviamente possibile visitare gli scavi ancora in corso;il direttore Zuchtriegel ha lasciato qualche speranza per il possibile inserimento all’interno del percorso espositivo in futuro, nonostante la tomba si trovi all’esterno della ferrovia Circumvesuviana.

 

Claudio Scaccabarozzi

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SAPERE DI BELLEZZA - Un luogo da scoprire: il Parco Archeo Natura di Fiavè

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Poco a nord di Riva del Garda, tra le montagne del Trentino, ha inaugurato circa un mese fa il Parco Archeo Natura di Fiavè, sorto all’interno del parco naturalistico Unesco delle Torbiere di Fiavè.

All’interno delle torbiere infatti sono conservati da 3500 anni i resti delle palafitte di un villaggio neolitico, risalente appunto al XVI secolo a.C.

Grazie agli scavi, compiuti in quest’area a partire dagli anni ’60 dall’archeologo Renato Perini (a cui è intitolato il parco), è stato possibile ricostruire la vita di questi insediamenti preistorici, grazie anche all’apporto di molti diversi professionisti come geologi, paleobotanici e archeozoologi.

La particolarità di questo sito è appunto che si trova all’interno di un’area naturalistica di grande pregio, inserita nel patrimonio dell’Unesco dal 2011 (insieme ad altri 110 siti palafitticoli della zona).

Il parco attuale, che si estende per 12.000 metri quadrati, permette al visitatore di apprezzare la pianta del villaggio, come erano costruite le palafitte e come si presentavano all’epoca.

E’ adatto alle famiglie, e sono presenti diversi laboratori didattici e visite guidate.

Il parco è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19 (in agosto), con biglietti interi da €7, ridotti da €5.

 

Claudio Scaccabarozzi

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SAPERE DI BELLEZZA - Un altro squarcio di JR, questa volta a Roma

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dopo aver “squarciato” la facciata di Palazzo Strozzi a Firenze, con la sua opera La ferita (Ve ne abbiamo parlato qui), lo street artist francese JR sembra abbia colpito ancora, questa volta a Roma.

L’installazione è apparsa nella notte del 19 luglio scorso, a sorpresa, sulla facciata dello splendido Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia in Italia. Grazie all’opera di JR, è possibile “vedere” all’interno del palazzo, tra le sue splendide arcate e l’imponente statua di Ercole Farnese.

L’occasione è stata data dagli importanti restauri che interesseranno il palazzo, iniziati nel marzo 2021 e che termineranno nel 2025 a un costo di più di 5 milioni di euro.

Proprio in virtù di queste opere di restauro, si susseguiranno diversi interventi di artisti sulle impalcature del cantiere, in modo da dare una rilettura contemporanea del palazzo e delle opere che hanno preso parte alla sua storia.

 

Claudio Scaccabarozzi

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IO LEGGO - Torna "Una Ghirlanda di Libri": il 25 e 26 settembre a Cinisello Balsamo la Fiera dell'Editoria indipendente

La Fiera dell'Editoria Indipendente di Cinisello Balsamo e del Nord Milano promuove la lettura non solo durante i due giorni della fiera: il suo intento è quello realizzare un movimento che parte dalla manifestazione, coinvolge la città e i suoi dintorni, ma anche i gli spazi virtuali creando un grande progetto di inclusione culturale. Come? Attraverso l’utilizzo di iniziative online, eventi in presenza e in streaming e il bookcrossing degli editori indipendenti


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Si accendono i riflettori sulla seconda edizione di Una Ghirlanda di Libri, Fiera dell'Editoria Indipendente di Cinisello Balsamo e del Nord Milano, in programma per il 25 e 26 settembre nella scenografica Villa Casati Stampa di Soncino a Cinisello Balsamo con una serie di iniziative distribuite anche in altre location della città. Un evento che fa dell'intrattenimento di valore il suo tratto distintivo e della relazione tra Autori, Editori e Pubblico il suo aspetto più accattivante. Una vera occasione per ritrovarsi, pur con le necessarie precauzioni, e celebrare il valore dell'Incontro e della Cultura come crescita e svago.

Il programma

Il programma pensato dagli Organizzatori - l'Associazione LeGhirlande che ha sognato e poi concretizzato l'evento - si fa più fitto e autorevole di giorno in giorno e l'attenzione dei Media e delle Istituzioni per questa proposta, che nel 2020 ha sorpreso per vivacità e qualità, non si è fatta attendere.

Se le Amministrazioni locali infatti – primo tra tutti il Comune di Cinisello Balsamo – hanno subito confermato il proprio supporto all'evento, l'edizione 2021 può vantare anche il prestigioso Patrocinio della Regione Lombardia.

Il cuore pulsante del Festival sono tre instancabili organizzatrici – Lucia, Stefania e Manuela, dall'anima gentile ma con la grinta delle professioniste –, ma la linfa vitale sono gli Sponsor e i tanti piccoli Sostenitori locali che hanno voluto contribuire in ogni modo per rendere possibile un evento articolato, accogliente e così sentito e simbolico, in un momento di obbligato distanziamento sociale.

La nuova edizione

La nuova edizione, in calendario il 25 e 26 settembre prossimi, promette di replicare il successo dell'esordio con ancora maggiore enfasi e un programma fitto di iniziative: incontri con l'autore, focus tematici, concorsi fotografici e letterari, conferenze verticali, book crossing, workshop di scrittura creativa, ospiti prestigiosi, editori specializzati con proposte per tutti i gusti, dalla narrativa al giallo, dall'infanzia alla poesia, all'attualità.

Le prenotazioni

Il 1° settembre verranno aperte le prenotazioni al pubblico (eventi in presenza e in streaming), ma intanto si può organizzare sin da ora la propria visita consultando il sito della manifestazione, in costante aggiornamento, pregustando gli eventi che accoglieranno gli appassionati di lettura di ogni età. Registrandosi alla newsletter inoltre, o seguendo le pagine social (Facebook, Instagram, Twitter e il canale Youtube), si potranno intercettare tutte le novità in tempo reale.

La Stampa (seguirà invito) sarà invitata alla presentazione del Festival il 6 settembre prossimo a Villa Casati Stampa di Soncino a Cinisello Balsamo e, a seguire, alla presentazione in Regione Lombardia.

Info e contatti:

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SAPERE DI BELLEZZA - NovecentoPiùCento, annunciato il vincitore del concorso per l’ampliamento del Museo del 900 di Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


E’ stato annunciato il vincitore del concorso indetto nel dicembre scorso dal Comune id Milano (ve ne abbiamo parlato qui), volto a raddoppiare gli spazi espositivi del Museo del 900 di Milano utilizzando anche la seconda torre dell’arengario, fino ad ora occupata da alcuni uffici comunali.

A vincere il concorso la cordata guidata dall’architetto Sonia Calzoni, insieme a Pierluigi Nicolin, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari e Bruno Finzi.

Il progetto prevede due possibili modalità per il collegamento tra i due edifici:

una suggestiva passerella pedonale e reversibile, posta a circa 20 metri di altezza, che avrebbe il pregio di permettere una visita continua, dal terzo piano dell’attuale museo alla nuova collezione.

La passerella inoltre avrebbe delle pareti trasparenti, per permettere la vista, e una superficie specchiante sulla parte inferiore, per riflettere il paesaggio circostante.

La seconda alternativa è quella di rendere via Marconi una sorta di atrio del museo stesso, valorizzando i collegamenti con piazza duomo e le aiuole della vicina Piazza Diaz.

La speranza è che la soprintendenza non bocci la prima soluzione, sicuramente coraggiosa ma molto funzionale.

 

La nuova collezione

Nell’ampliamento del museo troveranno spazio luoghi fondamentali come bookshop e caffetteria (al piano terra), un auditorium al primo piano e 4 piani espositivi.

Nelle sale verranno esposte opere di arte contemporanea, in collegamento con quanto è già presente nell’attuale museo del 900.

Il nucleo principale sarà formato da un gruppo di opere del primo novecento, tra cui molte futuriste, del valore di circa 15 milioni di euro, donate insieme a 5 milioni di euro dalla Fondazione Pasquinelli, presieduta dalla mecenate milanese Giuseppina Antognini.

 

Di seguito il commento del sindaco Beppe Sala:

Il Museo del Novecento raddoppia e diventa unico. Dieci anni e mezzo dopo la sua apertura il museo conquista il secondo Arengario, occupato fino ad oggi da alcuni uffici comunali. Un’espansione architettonicamente esemplare che permetterà la nascita di un moderno e spettacolare complesso espositivo dedicato all’arte contemporanea.”

 

Claudio Scaccabarozzi

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