updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Ecobonus auto, il governo corre ai ripari: 57 milioni di euro per l'incentivo ad acquistare le elettriche. Ma resta il rischio esaurimento a breve

Il decreto infrastrutture . scrive la Gazzetta - "rialloca" i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all'acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo


Incentivi auto, 10 modelli con sconto da 10mila a 3500 euro in caso di  rottamazione - Il Sole 24 ORE

Approvato in Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge con misure volte a migliorare i servizi di trasporto e agevolare gli investimenti in infrastrutture, tra le cui disposizioni spiccano anche importanti novità sugli eco-incentivi auto. In particolare, in materia di Ecobonus Automotive si prevede che la conclusione della procedura informatica per confermare la prenotazione dell’ecobonus per le categorie M1, M1 speciali, N1 e L possa avvenire:

  • entro il 31 dicembre 2021, se l’inserimento è avvenuto tra il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021,
  •  entro il 30 giugno 2022, se l’inserimento avviene tra il 1 luglio 2021 e il 31 dicembre 2021.

In pratica, le prenotazioni effettuate da luglio potranno essere perfezionate (con immatricolazione) entro il 30 giugno 2022, così da aggirare il problema dell’allungamento dei tempi di consegna delle auto nuove, provocato dalla crisi dei chip, che rischiava di far saltare alcune delle prenotazioni a causa dei vincoli normativi della norma.

Inoltre, per garantire l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2, il decreto sblocca le risorse previste per l’Extrabonus riallocandole sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus auto elettriche. Il blocco degli eco-incentivi sulle auto elettriche e plug-in a basse emissioni era scattato il 25 agosto per l’esaurimento dei fondi, quando invece erano rimasti 57 milioni sul fondo extrabonus non utilizzabili per un cavillo normativo. Dunque, si riaprono le prenotazioni attingendo alle risorse residue, con le date sopra indicate come termine ultimo per le prenotazioni dei veicoli in oggetto. Ora, con l’azzeramento dell’extrabonus per i veicoli M1 nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, si potrà ottenere un incentivo ridotto nella seguente misura:

  • 21-60 g/km CO2 senza rottamazione: 1.500 euro;
  • 21-60 g/km CO2 con rottamazione: 2.500 euro;
  • 0-20 g/km CO2 senza rottamazione: 4.000 euro;
  • 0-20 g/km CO2 con rottamazione: 6.000 euro.

Nulla cambia per i contributi sull’acquisto di auto nuove con emissioni 61-135 g/km con rottamazione (1.500 euro statali + 2.000 euro del concessionario), per i quali si stimano ancora diverse settimane di disponibilità dei fondi.


L'articolo della Gazzetta dello Sport conferma i dubbi sul provvedimento

Il decreto infrastrutture “rialloca” i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all’acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo

Gianluigi Giannetti

Con il decreto infrastrutture e mobilità sostenibili approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, il governo ha spostato 57 milioni di euro di Extrabonus sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus, dunque riallocando sulla componente principale dell’incentivo le risorse prelevate da quella aggiuntiva, appunto i 57 milioni di euro congelati e che non erano accessibili al pubblico separatamente. Tutto questo, come spiegato nel testo del decreto, “per garantire e ottimizzare l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2”, ovvero a favore dell’auto elettrica e ibrida plug-in. Una riallocazione dunque, che però non conferma il regime di incentivi valido fino alla metà di agosto, quando sono terminati i fondi dell’Ecobonus propriamente detto. Una situazione complessa, come sottolineato dalla interrogazione parlamentare depositata nelle stesse ore da alcuni esponenti della maggioranza. Il sistema di finanziamento ha bisogno, secondo i relatori, di un piano articolato di settore che tenga conto anche delle giuste esigenze sociali della trasformazione. Nel caso poi si continuasse con misure non di sistema, secondo l’onorevole Gianluca Benamati promotore dell’iniziativa alla Camera, sarebbero comunque necessarie risorse che vanno ben oltre la riallocazione vista finora.

CONTI ALLA MANO

 

La riallocazione di 57 milioni di euro, secondo l’aritmetica, non consente molta liberà di manovra. Il decreto Sostegni bis convertito in legge lo scorso 23 luglio aveva già rifinanziato l’Ecobonus per le vetture elettriche (fascia 0-20 g/km) e per le ibride plug-in (21-60 g/km), con 60 milioni, andati esauriti in meno di un mese. I conti sono presto fatti. Al regime precedente, il sostegno combinato portava a 6.000 euro di finanziamento Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus per l’acquisto di una vettura elettrica in caso di rottamazione di un veicolo che avesse più di 10 anni, ovvero 4.000 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Per le auto ibride plug-in, si aveva diritto a 2.500 euro di Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus in caso di rottamazione, ovvero 1.500 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Nei fatti e in assenza di ulteriori comunicazioni, la riallocazione significa la sparizione dell’Extrabonus, e dunque un piano di finanziamento ridotto di un terzo, ovvero fino ad un massimo di 6.000 per vetture elettriche e 2.500 per veicoli ibridi plug-in. Resta inteso l’ulteriore sostengo da parte dei concessionari, che naturalmente decresce in maniera proporzionale. Tutto questo con proiezioni sconfortanti in termini di copertura temporale. Nei primi otto mesi del 2021 sono state immatricolate infatti 38.744 auto elettriche e 47.421 ibride plug-in, ma a far fede sulla tendenza sono i numeri del mese di luglio, con 5.096 mezzi a batteria e 6.272 ibride ricaricabili. Gli attuali fondi consentono così il finanziamento esclusivamente di circa 9.500 vetture elettriche con rottamazione, ovvero solo di 22.800 ibride ricaricabili con rottamazione. Combinando le due voci e considerando un regime di vendite regolare, come quello previsto per il mese di settembre, la cifra appare destinata ad esaurirsi in ben meno di 45 giorni, cioè a metà ottobre.

UN PIANO COMPLESSIVO

“Ai 57 milioni di euro di Extrabonus ancora disponibili andavano aggiunti non meno di altri 100 milioni di rifinanziamento all’Ecobonus propriamente detto, tutto questo per arrivare a fine anno senza incertezze”. Questa l’opinione dell’On Gianluca Benamati, “padre” degli incentivi auto Euro 6 già nel 2020 e tra i maggiori referenti delle politiche legate al settore della mobilità nella passata e nella presente maggioranza. Raggiunto dalla La Gazzetta dello Sport, le sue valutazioni guardano tanto al peso delle soluzioni estemporanee che alla necessità di un piano di settore che garantisca l’accesso agli incentivi in una chiave sociale, che aiuti i consumatori e gli operatori del settore ad affrontare la transizione. “Per garantire questo regime di incentivi sono necessari non meno di 600 milioni di euro l’anno, ed è evidente che questi fondi sono solo la parte marginale di un programma molto più complesso dedicato all’automotive, che non trova nessuna citazione nelle previsioni di spesa presentate da Governo circa le dotazioni in arrivo dal Recovery Fund”. L’onorevole Benamati si riferisce naturalmente al capitolo della Mission 2 del piano del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che del Recovery Fund destinato al nostro Paese rappresenta il programma di esecuzione presentato dall’esecutivo Draghi. Proprio nella Mission 2 sono stanziati 23,78 miliardi di euro a favore delle politiche di mobilità sostenibile, della diffusione delle motorizzazioni ad idrogeno e della costituzione delle reti pubbliche di ricarica. Entrando nel dettaglio però si nota che solo 740 milioni sono specificamente destinati alla costituzione di un network di colonnine pubbliche ad alta potenza. A riguardo, l’Unione Europea ci vincola al raggiungimento di almeno 31.500 punti di ricarica di questo tipo entro il 2030, ponendo poi l’obiettivo di 6 milioni di vetture a batteria circolanti in Italia per quella data. A riguardo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede nessun piano di sostegno all’acquisto.

PAROLA AL PARLAMENTO 

“Serve un piano organico che preveda investimenti nella ricerca e sviluppo, nella formazione dei lavoratori della nuova filiera dell’auto ecologica, nel sostegno di sistema alla transizione”. L’On.Gianluca Benamati trasmette a Gazzetta Dello Sport il testo di una interrogazione parlamentare già depositata, che lo vede firmatario insieme ai colleghi Nardi, Bonomo, Gavino Manca, Soverini e Zardini. È rivolta al Ministro dello sviluppo economico, e considera la scadenza della misura dell’Ecobonus a dicembre 2021, già frutto di una previsione in via sperimentale da parte della Legge di Bilancio 2019. Qui è intervenuta la riallocazione di 57 milioni di euro. Si chiede piuttosto l’adozione di un piano strategico per il ricambio del parco circolante, prevedendo misure strutturali per il sostegno del settore dell’automotive, andando dunque ben oltre la politica dello spostamento di fondi già presenti e non utilizzabili. “Il punto è costruire un percorso” sottolinea l’On.Gianluca Benamati, “aprire una seria discussione va ben oltre la gestione delle emergenze”.

 

Ecobonus auto, fondi finiti, crollano le vendite: la "tempesta d'agosto" travolge il mercato. E ora cosa succede?

Non è dato sapere se e quando ci sarà un rifinanziamento per il bonus che permetteva di risparmiare fino a 6 mila euro per l’acquisto di una nuova macchina elettrica e ibrida plug-in. Gli operatori del settore e gli automobilisti attendono risposte e chiedono un intervento rapido da parte di governo e Parlamento


Ecobonus auto usate 2021: chi può richiedere incentivi – LiveUnict

Lʼauto in Italia non corre. Il mese di agosto ha fatto registrare un calo delle vendite del 27,3%, con appena 64.689 nuove immatricolazioni. Nei primi 8 mesi del 2021 sono state 1.060.182 le auto nuove vendute, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, anno in riferimento, nel quale si immatricolarono 260 mila auto in più. Conta poco invece il raffronto con il 2020 della pandemia, rispetto al quale si registra un aumento del 31 percento.

Una situazione di mercato in grave deterioramento, perché sono finiti gli incentivi statali (anche sulle auto 100% elettriche!) e perché nel mondo si assiste alla crisi dei semiconduttori che ha rallentato la produzione. Urge intervenire e il Presidente dell’Unrae (le Case estere in Italia) Michele Crisci afferma che “la soluzione non può che essere un immediato rifinanziamento dell’Ecobonus, oppure un trasferimento parziale delle risorse ferme nell’Extrabonus, facendo così ripartire subito il meccanismo degli incentivi e rilanciando le vendite delle auto elettriche pure e ibride plug-in”.

La “tempesta dʼagosto” è stata definita da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione che si è venuta a creare sul mercato auto italiano. Governo e Parlamento sono chiamati a reagire, puntando soprattutto sulle nuove forme di trazione: ibride ed elettriche. Il PNRR deve andare in questa direzione, anche perché 6 italiani su 10 (secondo un sondaggio Quintegia) hanno affermato che la loro prossima auto da comprare sarà ibrida plug-in.

Quanto ai modelli più venduti ad agosto, la Panda resta leader con 3.009 preferenze da parte degli automobilisti italiani. Stellantis domina la classifica, piazzando al secondo posto la 500 con 2.444 immatricolazioni e al terzo la Ypsilon con 2.056. Eppure con 21.636 unità vendute, Stellantis ha perso il 36,3% rispetto allo stesso mese del 2020. Bene le nuove Jeep, con la Renegade che sale al sesto posto fra le best-seller italiane e la Compass alʼottavo. Nel mezzo due B-Suv di grande successo: Nuova Renault Captur quarta e Ford Puma quinta, mentre completano la top ten la nuova Yaris, la 500X e la Renault Clio.

Ecoincentivi auto, boom di prenotazioni: concessionari "costretti" a credere nei veicoli green

Sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo economico, ecobonus.mise.gov.it, nel primo giorno sono stati prenotati dai concessionari incentivi per oltre 26 milioni di euro per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 135 g/km di CO2. Le prenotazioni effettuate sono complessivamente 14.059. Lo rende noto il Mise.

Di queste prenotazioni, 1.345 per la fascia 0-60 g/km di CO2 e 12.714 per la fascia 61-135 g/km di CO2.

 Da lunedì è, infatti, possibile prenotare sulla piattaforma dedicata del ministero gli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni, con e senza rottamazione, mentre dal 5 agosto potranno essere richieste le agevolazioni per i veicoli commerciali e speciali.

Il fondo automotive è stato rifinanziato con 350 milioni di euro stanziati dalla legge di conversione del Decreto Sostegni bis. 

Devastante grandinata sulla A1: macchine distrutte, panico e tamponamenti. Le impressionanti immagini girate da un automobilista (VIDEO)

Pezzi di ghiaccio come proiettili sui parabrezza: ecco le immagini dopo la tempesta in A1 tra Parma e Fidenza. Paura per automobilisti e passeggeri (VIDEO)


Una forte tempesta di grandine ha bloccato il traffico sull'autostrada A1 tra Parma e Fidenza nel primo pomeriggio del 26 luglio. Decine di automobili - ma anche svariati camion e veicoli commerciali - sono rimaste gravemente danneggiate dal maltempo: parabrezza ridotti in frantumi, pesanti ammaccature sulla carrozzeria e fari rotti sono solo alcuni dei danni dovuti alla grandinata. La tempesta ha seminato il panico tra gli automobilisti e generato svariati tamponamenti, fortunatamente senza conseguenze fisiche per i passeggeri dei vari mezzi. L'autostrada A1 è stata temporaneamente chiusa per consentire ai mezzi di soccorso di liberare la sede stradale dalle vetture coinvolte ed è stata riaperta nel tardo pomeriggio quando molte delle vetture coinvolte erano ancora parcheggiate sulla corsia d'emergenza.

Sostegni bis, con l'approvazione della fiducia in Senato arriva il via libera definitivo: un pacchetto da 40 miliardi tra bonus, esenzioni e contributi a fondo perduto

L'Aula del Senato ha approvato la questione di fiducia, posta dal Governo ieri pomeriggio, sul decreto Sostegni bis. I voti favorevoli sono stati 213, quelli contrari 28 e un astenuto. Il provvedimento, che doveva essere convertito in legge entro il 24 luglio, è stato approvato dalla Camera lo scorso 14 luglio


Decreto Sostegni Bis, OK definitivo del Senato: tutte le novità sulla  scuola | ScuolaInforma

Prosegue l’iter di conversione in Legge del Decreto Sostegni bis.

Proroga ecobonus

Prevista dagli emendamenti una proroga dell’ecobonus fino al 31 dicembre 2021 con un contestuale rifinanziamento della misura per 300 milioni di euro.

I nuovi fondi saranno cos’è ripartiti:

  • 50 milioni di euro per veicoli elettrici o ibridi (fascia 0-60 g/Km CO2);
  • 200 milioni di euro per veicoli Euro 6 diesel o benzina (fascia 61-135 g/Km CO2);
  • 50 milioni di euro per l’acquisto di veicoli commerciali, di cui 10 milioni destinati all’acquisto di veicoli completamente elettrici.

Bonus affitto centri commerciali

Al Bonus affitto negozi prorogato dal decreto Sostegni bis si affianca anche un aiuto per i centri commerciali. Il credito d’imposta verrà concesso alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio che nel 2019 registravano ricavi superiori a 15 milioni di euro, per gli affitti versati da gennaio a maggio 2021.

La condizione richiesta è l’aver subito un calo di fatturato nel periodo che va dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 di almeno il 30% rispetto al periodo precedente. Il credito d’imposta sarà del 40% per i canoni pagati dagli esercizi commerciali e del 20% per gli affitti d’azienda. Potranno accedere al credito d’imposta anche le imprese che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 20219, in questo caso non sarà necessario il requisito del calo di fatturato.

Esenzione IMU con blocco sfratti

Una delle principali novità riguarda l’esenzione IMU per i proprietari di immobili concessi in locazione e che abbiano ottenuto in proprio favore l’emissione di una convalida di sfratto per morosità entro il 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa fino al 30 giugno 2021.

La stessa esenzione si applica anche a chi ha ottenuto l’emissione di una convalida di sfratto anche dopo il 28 febbraio 2020 e la cui esecuzione è sospesa fino al 30 settembre 2021 o fino al 31 dicembre 2021.

In questo caso, per i proprietari che hanno già pagato la prima rata in scadenza il 16 giugno sarà previsto un rimborso. Un decreto del MEF stabilirà le modalità di attuazione della misura.

Per i Comuni sarà previsto un ristoro con l’istituzione di un fondo da 115 milioni di euro.

RSA e IPAB

Un emendamento al Decreto Sostegni bis prevede l’incremento di 60 milioni di euro del Fondo Terzo Settore. Di questi, 20 milioni saranno destinati al finanziamento di contributi a fondo perduto in favore delle RSA.

Ulteriori 10 milioni di euro verranno stanziati, con l’istituzione di uno specifico fondo, in favore delle IPAB.

Ristorazione collettiva

È previsto un contributo a fondo perduto per le imprese operanti nel servizio della ristorazione collettiva, con l’istituzione di un fondo di 100 milioni di euro per il 2021.

Anche in questo caso sarà un decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze a stabilire i criteri e le modalità di applicazione dei contributi.

Terzo settore e Wedding

Altri contributi a fondo perduto, nel limite di spesa massimo di 60 milioni di euro, saranno erogati in favore dei settori del Wedding, intrattenimento, organizzazione feste e cerimonie e HORECA (Hotel, ristoranti, caffè, catering).

È prevista inoltre la possibilità di utilizzare il bonus vacanze anche per B&B e agenzie di animazione per feste e villaggi turistici.

Piscine e palestre

Per quanto riguarda il sostegno al settore sportivo, è prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto per le spese sostenute dagli impianti natatori per la manutenzione e la gestione degli impianti stessi. Previsti nuovi contributi per le palestre e per gli organizzatori del Campionato del mondo di MotoGP.

Le misure, come anticipato in precedenza, dovranno attendere la fine dell’iter legislativo con l’approvazione anche al Senato. In seguito, occorrerà aspettare i decreti attuativi che regoleranno l’erogazione di tutti gli aiuti e le modalità per fare domanda.

 

Auto elettrica? Agli automobilisti manca il "profumo di benzina". E allora Ford glielo lo fa annusare...

Ford ha creato una fragranza alla benzina per togliere ogni dubbio sulle potenzialità dei veicoli elettrici e in particolare della Ford Mach-E GT, il primo Suv alimentato a batteria dell’Ovale blu. Il profumo Mach-Eau nasce per chi non vuole rinunciare all’odore del mondo dei motori tradizionali. Scopri di più


Elettrica sì ma con l'odore della benzina di una volta. Un automobilista su cinque afferma che l'odore della benzina è l'elemento che gli verrebbe a mancare di più nel cambio con un veicolo elettrico e almeno il 70% sostiene che, in una certa misura, sentirebbe la mancanza dell'odore di benzina. Quest'ultimo è stato anche classificato come un odore più popolare sia del vino sia del formaggio e quasi sullo stesso piano dell'odore dei libri nuovi.

E' il risultato di un sondaggio commissionato da Ford, che ha creato una fragranza premium per coloro che desiderano provare le prestazioni della nuova Mustang Mach-E GT completamente elettrica. La casa automobilistica ha rivelato la fragranza durante il Goodwood Festival of Speed, un evento annuale che attira appassionati di motori da tutto il mondo. Il profumo, che non è disponibile per l'acquisto, è parte del progetto che Ford sta portando avanti per sfatare i miti sulle auto elettriche e convincere gli appassionati di auto tradizionali sul potenziale di questa alternativa.

La fragranza Mach-Eau è stata creata in sinergia con la società Olfiction, con ingredienti che apportano caratteristiche distintive nel suo percorso di creazione. Il punto di partenza è stato quello di esaminare le sostanze chimiche che vengono emesse dagli interni delle auto, dai motori e dalla benzina.

Da questa ricerca è emerso anche l'odore di benzaldeide, simile a quello delle mandorle, emanato dagli interni delle auto, e di para-cresolo, nota chiave per creare l'odore gommoso degli pneumatici. Questi sono stati mescolati con ingredienti come blue ginger, lavanda, geranio e legno di sandalo che hanno aggiunto un accento metallico, fumoso e ulteriormente gommoso. E' stato incluso anche un elemento che ricorda il mondo animale, in particolare il mondo equestre per sottolineare l'eredità Mustang.

Stop Ue a benzina e diesel, i produttori di auto non ci stanno: "Decisione irrazionale, non tiene conto dell'impatto economico e sociale"

Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)  esprime "sconcerto e forte preoccupazione" per la proposta della Commissione europea. I costruttori continentali: "Vietare una singola tecnologia è un errore"


Auto, boom 2015 per il "made in Italy": produzione a +47% e 2.700 assunzioni

La principale associazione europea dei produttori di automobili considera "irrazionale" lo stop ai motori a benzina e diesel nel 2035 come proposto nel nuovo pacchetto clima europeo. I produttori affermano di sostenere "tutti gli sforzi per rendere l'Europa a emissioni zero entro il 2050, come previsto dalla proposta di legge sul clima", ma "vietare una singola tecnologia non è una via razionale da perseguire in questo momento". 

L'associazione fa presente alla commissione Ue che sta commettendo un vero e proprio "errore" cercando di "eliminare le auto a benzina e diesel" dalla circolazione "entro il 2035".  La novità per gli automobilisti riguarda infatti il settore del trasporto privato, dove ci sarà una vera rivoluzione. Tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 dovranno essere a emissioni zero, questo significa addio a benzina e diesel e un fortissimo impulso all'elettrico e allo sviluppo di nuove tecnologie. Il regolamento Ue richiederà agli Stati membri di aumentare le capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero e di installare punti di ricarica e rifornimento intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno.

La lotta al cambiamento climatico della Ue - Su questo von der Leyen ha detto che ci sono gia' una dozzina di produttori di auto disposti a cambiare la loro politica per raggiungere gli obiettivi. Il provvedimento è uno di quelli che segnano il mandato della Commissione von der Leyen. La presentazione del pacchetto per la neutralità climatica da parte della Commissione Ue era segnata da tempo sul calendario degli appuntamenti di Bruxelles. Fit for 55 è il nome dato alla serie di proposte che, una volta approvate, cambieranno in modo consistente la politica ambientale europea e forse, l'idea e' quella di fare da apripista a livello globale. Con importanti ricadute nella vita dei cittadini e nella gestione di ampi settori industriali. L'obiettivo ultimo e' rendere l'Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. 

Anfia: "Sconcertati, non si tiene conto dell'impatto" - Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)  esprime "sconcerto e forte
preoccupazione per la proposta, prevista nel pacchetto Fit for 55, di inasprire i target di riduzione delle emissioni di CO2 previsti dalla regolamentazione vigente. "Pur consapevoli dell'importante ruolo che l'industria automotive può giocare nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal europeo - scrive in una nota l'associazione - riteniamo che lo sforzo richiesto dall'attuale proposta non tenga in debito conto degli impatti industriali, economici e sociali di scelte così ambiziose e categoriche". 

 

(Fonte: Tgcom24)

Motori e clima, l'Ue drastica: dal 2035 stop alla vendita di auto a benzina e diesel

Saranno immatricolate solo vetture ad emissioni zero. E' una delle proposte contenute nel pacchetto clima presentato oggi della Commissione europea. L'obiettivo sarà raggiunto gradualmente e sarà accompagnato dalla creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici. Gli introiti finiranno in un fondo sociale per il clima dal valore stimato di 70 miliardi in 7 anni, con cui l'Ue potrebbe cofinanziare al 50% regimi di incentivazione nazionale per l'acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici


Auto, a ottobre le immatricolazioni nell'Ue tornano in calo. Il Csp: subito  un pacchetto di sostegno - ItaliaOggi.it

Nell'Ue dal 2035 verranno immatricolate solo auto nuove a emissioni inquinanti zero. Stop quindi a benzina e diesel. La Commissione Europea propone, nel pacchetto Fit for 55 presentato oggi a Bruxelles, di ridurre le emissioni medie delle auto nuove del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2035, rispetto ai livelli del 2021. Se la proposta verrà approvata, in Europa verrà archiviato il motore a scoppio, una delle invenzioni, attribuita ai lucchesi Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, che hanno inciso più profondamente nella storia del XIX e XX secolo: "Emissioni zero significa emissioni zero - dice un alto funzionario Ue - se si inventerà un motore a combustione interna a emissioni zero, bene, ma finora non è stato inventato".

PER ORA NON VENGONO TOCCATE LE MOTO

Il pacchetto Fit for 55 propone interventi nei diversi settori dei trasporti. Nel dettaglio, è prevista una revisione degli standard di emissioni di anidride carbonica per auto e furgoni, per accelerare la produzione e la vendita di veicoli ad emissioni zero. Non vengono toccate per il momento moto e motorini, perché incidono relativamente poco e perché la tecnologia non è ancora matura, ma "arriverà anche il loro momento", prevede un alto funzionario Ue. C'è poi un nuovo regolamento che riguarda l'aviazione, Refuel Aviation, che prevede una transizione dai combustibili fossili ai carburanti sostenibili, in particolare quelli sintetici.

PER AVIAZIONE SI PUNTA A CARBURANTI SOSTENIBILI

Contrariamente a quanto accade nel settore auto, nell'aviazione non sono ancora disponibili velivoli a emissioni zero: gli sforzi di decarbonizzazione si concentrano allora sui carburanti e i Saf (Sustainable Aviation Fuels), carburanti sostenibili, per la Commissione permettono "significative riduzioni" delle emissioni. Il regolamento mira a incentivare la produzione di questi carburanti: le linee aeree saranno obbligate a rifornire i velivoli con carburanti che includano una parte di Saf, quando decollano da un aeroporto Ue.

Verranno obbligati i fornitori di carburanti a includere più Saf nei carburanti per aerei, secondo un calendario progressivo: il 2% entro il 2025, il 5% entro il 2030, il 20% entro il 2035, 32% entro il 2040, 38% entro il 2045 e il 63% entro il 2050.

ANCHE SETTORE MARITTIMO DOVRÀ INQUINARE MENO

Vengono incentivati in particolare i biocarburanti avanzati e i carburanti sintetici prodotti con energia pulita, in linea con i requisiti della direttiva sulle rinnovabili. Non vengono invece incentivati i biocarburanti provenienti da colture, per ragioni di sostenibilità. Non sono inclusi l'idrogeno né l'elettrico: per la Commissione sono opzioni promettenti per decarbonizzare l'aviazione, ma si prevede che siano disponibili solo per i voli di corto raggio e non prima del 2035.

C'è anche una proposta per il settore marittimo, che mira a stimolare l'uso di carburanti puliti e le tecnologie di propulsione a emissioni zero, fissando tra l'altro un limite massimo per le emissioni di gas serra delle navi che si fermano nei porti dell'Ue, a prescindere dalla bandiera che battono.

PER OGNI AUTO ELETTRICA 1 KW DI RICARICA INSTALLATA

Il regolamento sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, poi, dovrebbe garantire la creazione di una rete di rifornimento adeguata al ricambio previsto della flotta dei veicoli. Per quanto riguarda i veicoli privati, la Commissione conta sul fatto che sempre più auto elettriche arriveranno sul mercato e prevede che i prezzi per le vetture elettriche, oggi piuttosto elevati, caleranno.

Secondo le valutazioni della Commissione, le auto a emissioni zero porterebbero benefici a tutte le classi di reddito, "incluse e in modo particolare le famiglie a basso reddito", per le quali il costo del carburante è una voce importante nel bilancio mensile. Entro il 2030, la Commissione prevede che nell'Ue saranno su strada almeno 30 mln di veicoli elettrici. Gli obiettivi per Paese, commisurati all'entità del parco auto, faranno sì che per ogni auto elettrica immatricolata sia installato 1 kilowatt di capacità di ricarica.

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

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