updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Mobilità sostenibile, arriva la e-bike firmata Harley Davidson

A inizio agosto la gamma di biciclette elettriche Serial 1 Cycle Company - il marchio e-bike creato in collaborazione con il produttore americano di motociclette Harley-Davidson, Inc. - è sbarcata nelle concessionarie di motociclette italiane con tre modelli di e-bike: MOSH/CTY, RUSH/CTY e RUSH/CTY Step-Thru, mezzi di alta qualità, che si distinguono per il loro design intelligente e funzionale e per l’avanzata tecnologia, proponendosi come soluzione perfetta sia per gli spostamenti urbani sia per il tempo libero.

Ecobonus auto, il governo corre ai ripari: 57 milioni di euro per l'incentivo ad acquistare le elettriche. Ma resta il rischio esaurimento a breve

Il decreto infrastrutture . scrive la Gazzetta - "rialloca" i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all'acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo


Incentivi auto, 10 modelli con sconto da 10mila a 3500 euro in caso di  rottamazione - Il Sole 24 ORE

Approvato in Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge con misure volte a migliorare i servizi di trasporto e agevolare gli investimenti in infrastrutture, tra le cui disposizioni spiccano anche importanti novità sugli eco-incentivi auto. In particolare, in materia di Ecobonus Automotive si prevede che la conclusione della procedura informatica per confermare la prenotazione dell’ecobonus per le categorie M1, M1 speciali, N1 e L possa avvenire:

  • entro il 31 dicembre 2021, se l’inserimento è avvenuto tra il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021,
  •  entro il 30 giugno 2022, se l’inserimento avviene tra il 1 luglio 2021 e il 31 dicembre 2021.

In pratica, le prenotazioni effettuate da luglio potranno essere perfezionate (con immatricolazione) entro il 30 giugno 2022, così da aggirare il problema dell’allungamento dei tempi di consegna delle auto nuove, provocato dalla crisi dei chip, che rischiava di far saltare alcune delle prenotazioni a causa dei vincoli normativi della norma.

Inoltre, per garantire l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2, il decreto sblocca le risorse previste per l’Extrabonus riallocandole sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus auto elettriche. Il blocco degli eco-incentivi sulle auto elettriche e plug-in a basse emissioni era scattato il 25 agosto per l’esaurimento dei fondi, quando invece erano rimasti 57 milioni sul fondo extrabonus non utilizzabili per un cavillo normativo. Dunque, si riaprono le prenotazioni attingendo alle risorse residue, con le date sopra indicate come termine ultimo per le prenotazioni dei veicoli in oggetto. Ora, con l’azzeramento dell’extrabonus per i veicoli M1 nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, si potrà ottenere un incentivo ridotto nella seguente misura:

  • 21-60 g/km CO2 senza rottamazione: 1.500 euro;
  • 21-60 g/km CO2 con rottamazione: 2.500 euro;
  • 0-20 g/km CO2 senza rottamazione: 4.000 euro;
  • 0-20 g/km CO2 con rottamazione: 6.000 euro.

Nulla cambia per i contributi sull’acquisto di auto nuove con emissioni 61-135 g/km con rottamazione (1.500 euro statali + 2.000 euro del concessionario), per i quali si stimano ancora diverse settimane di disponibilità dei fondi.


L'articolo della Gazzetta dello Sport conferma i dubbi sul provvedimento

Il decreto infrastrutture “rialloca” i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all’acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo

Gianluigi Giannetti

Con il decreto infrastrutture e mobilità sostenibili approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, il governo ha spostato 57 milioni di euro di Extrabonus sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus, dunque riallocando sulla componente principale dell’incentivo le risorse prelevate da quella aggiuntiva, appunto i 57 milioni di euro congelati e che non erano accessibili al pubblico separatamente. Tutto questo, come spiegato nel testo del decreto, “per garantire e ottimizzare l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2”, ovvero a favore dell’auto elettrica e ibrida plug-in. Una riallocazione dunque, che però non conferma il regime di incentivi valido fino alla metà di agosto, quando sono terminati i fondi dell’Ecobonus propriamente detto. Una situazione complessa, come sottolineato dalla interrogazione parlamentare depositata nelle stesse ore da alcuni esponenti della maggioranza. Il sistema di finanziamento ha bisogno, secondo i relatori, di un piano articolato di settore che tenga conto anche delle giuste esigenze sociali della trasformazione. Nel caso poi si continuasse con misure non di sistema, secondo l’onorevole Gianluca Benamati promotore dell’iniziativa alla Camera, sarebbero comunque necessarie risorse che vanno ben oltre la riallocazione vista finora.

CONTI ALLA MANO

 

La riallocazione di 57 milioni di euro, secondo l’aritmetica, non consente molta liberà di manovra. Il decreto Sostegni bis convertito in legge lo scorso 23 luglio aveva già rifinanziato l’Ecobonus per le vetture elettriche (fascia 0-20 g/km) e per le ibride plug-in (21-60 g/km), con 60 milioni, andati esauriti in meno di un mese. I conti sono presto fatti. Al regime precedente, il sostegno combinato portava a 6.000 euro di finanziamento Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus per l’acquisto di una vettura elettrica in caso di rottamazione di un veicolo che avesse più di 10 anni, ovvero 4.000 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Per le auto ibride plug-in, si aveva diritto a 2.500 euro di Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus in caso di rottamazione, ovvero 1.500 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Nei fatti e in assenza di ulteriori comunicazioni, la riallocazione significa la sparizione dell’Extrabonus, e dunque un piano di finanziamento ridotto di un terzo, ovvero fino ad un massimo di 6.000 per vetture elettriche e 2.500 per veicoli ibridi plug-in. Resta inteso l’ulteriore sostengo da parte dei concessionari, che naturalmente decresce in maniera proporzionale. Tutto questo con proiezioni sconfortanti in termini di copertura temporale. Nei primi otto mesi del 2021 sono state immatricolate infatti 38.744 auto elettriche e 47.421 ibride plug-in, ma a far fede sulla tendenza sono i numeri del mese di luglio, con 5.096 mezzi a batteria e 6.272 ibride ricaricabili. Gli attuali fondi consentono così il finanziamento esclusivamente di circa 9.500 vetture elettriche con rottamazione, ovvero solo di 22.800 ibride ricaricabili con rottamazione. Combinando le due voci e considerando un regime di vendite regolare, come quello previsto per il mese di settembre, la cifra appare destinata ad esaurirsi in ben meno di 45 giorni, cioè a metà ottobre.

UN PIANO COMPLESSIVO

“Ai 57 milioni di euro di Extrabonus ancora disponibili andavano aggiunti non meno di altri 100 milioni di rifinanziamento all’Ecobonus propriamente detto, tutto questo per arrivare a fine anno senza incertezze”. Questa l’opinione dell’On Gianluca Benamati, “padre” degli incentivi auto Euro 6 già nel 2020 e tra i maggiori referenti delle politiche legate al settore della mobilità nella passata e nella presente maggioranza. Raggiunto dalla La Gazzetta dello Sport, le sue valutazioni guardano tanto al peso delle soluzioni estemporanee che alla necessità di un piano di settore che garantisca l’accesso agli incentivi in una chiave sociale, che aiuti i consumatori e gli operatori del settore ad affrontare la transizione. “Per garantire questo regime di incentivi sono necessari non meno di 600 milioni di euro l’anno, ed è evidente che questi fondi sono solo la parte marginale di un programma molto più complesso dedicato all’automotive, che non trova nessuna citazione nelle previsioni di spesa presentate da Governo circa le dotazioni in arrivo dal Recovery Fund”. L’onorevole Benamati si riferisce naturalmente al capitolo della Mission 2 del piano del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che del Recovery Fund destinato al nostro Paese rappresenta il programma di esecuzione presentato dall’esecutivo Draghi. Proprio nella Mission 2 sono stanziati 23,78 miliardi di euro a favore delle politiche di mobilità sostenibile, della diffusione delle motorizzazioni ad idrogeno e della costituzione delle reti pubbliche di ricarica. Entrando nel dettaglio però si nota che solo 740 milioni sono specificamente destinati alla costituzione di un network di colonnine pubbliche ad alta potenza. A riguardo, l’Unione Europea ci vincola al raggiungimento di almeno 31.500 punti di ricarica di questo tipo entro il 2030, ponendo poi l’obiettivo di 6 milioni di vetture a batteria circolanti in Italia per quella data. A riguardo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede nessun piano di sostegno all’acquisto.

PAROLA AL PARLAMENTO 

“Serve un piano organico che preveda investimenti nella ricerca e sviluppo, nella formazione dei lavoratori della nuova filiera dell’auto ecologica, nel sostegno di sistema alla transizione”. L’On.Gianluca Benamati trasmette a Gazzetta Dello Sport il testo di una interrogazione parlamentare già depositata, che lo vede firmatario insieme ai colleghi Nardi, Bonomo, Gavino Manca, Soverini e Zardini. È rivolta al Ministro dello sviluppo economico, e considera la scadenza della misura dell’Ecobonus a dicembre 2021, già frutto di una previsione in via sperimentale da parte della Legge di Bilancio 2019. Qui è intervenuta la riallocazione di 57 milioni di euro. Si chiede piuttosto l’adozione di un piano strategico per il ricambio del parco circolante, prevedendo misure strutturali per il sostegno del settore dell’automotive, andando dunque ben oltre la politica dello spostamento di fondi già presenti e non utilizzabili. “Il punto è costruire un percorso” sottolinea l’On.Gianluca Benamati, “aprire una seria discussione va ben oltre la gestione delle emergenze”.

 

Ecobonus auto, fondi finiti, crollano le vendite: la "tempesta d'agosto" travolge il mercato. E ora cosa succede?

Non è dato sapere se e quando ci sarà un rifinanziamento per il bonus che permetteva di risparmiare fino a 6 mila euro per l’acquisto di una nuova macchina elettrica e ibrida plug-in. Gli operatori del settore e gli automobilisti attendono risposte e chiedono un intervento rapido da parte di governo e Parlamento


Ecobonus auto usate 2021: chi può richiedere incentivi – LiveUnict

Lʼauto in Italia non corre. Il mese di agosto ha fatto registrare un calo delle vendite del 27,3%, con appena 64.689 nuove immatricolazioni. Nei primi 8 mesi del 2021 sono state 1.060.182 le auto nuove vendute, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, anno in riferimento, nel quale si immatricolarono 260 mila auto in più. Conta poco invece il raffronto con il 2020 della pandemia, rispetto al quale si registra un aumento del 31 percento.

Una situazione di mercato in grave deterioramento, perché sono finiti gli incentivi statali (anche sulle auto 100% elettriche!) e perché nel mondo si assiste alla crisi dei semiconduttori che ha rallentato la produzione. Urge intervenire e il Presidente dell’Unrae (le Case estere in Italia) Michele Crisci afferma che “la soluzione non può che essere un immediato rifinanziamento dell’Ecobonus, oppure un trasferimento parziale delle risorse ferme nell’Extrabonus, facendo così ripartire subito il meccanismo degli incentivi e rilanciando le vendite delle auto elettriche pure e ibride plug-in”.

La “tempesta dʼagosto” è stata definita da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione che si è venuta a creare sul mercato auto italiano. Governo e Parlamento sono chiamati a reagire, puntando soprattutto sulle nuove forme di trazione: ibride ed elettriche. Il PNRR deve andare in questa direzione, anche perché 6 italiani su 10 (secondo un sondaggio Quintegia) hanno affermato che la loro prossima auto da comprare sarà ibrida plug-in.

Quanto ai modelli più venduti ad agosto, la Panda resta leader con 3.009 preferenze da parte degli automobilisti italiani. Stellantis domina la classifica, piazzando al secondo posto la 500 con 2.444 immatricolazioni e al terzo la Ypsilon con 2.056. Eppure con 21.636 unità vendute, Stellantis ha perso il 36,3% rispetto allo stesso mese del 2020. Bene le nuove Jeep, con la Renegade che sale al sesto posto fra le best-seller italiane e la Compass alʼottavo. Nel mezzo due B-Suv di grande successo: Nuova Renault Captur quarta e Ford Puma quinta, mentre completano la top ten la nuova Yaris, la 500X e la Renault Clio.

Ecoincentivi auto, boom di prenotazioni: concessionari "costretti" a credere nei veicoli green

Sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo economico, ecobonus.mise.gov.it, nel primo giorno sono stati prenotati dai concessionari incentivi per oltre 26 milioni di euro per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 135 g/km di CO2. Le prenotazioni effettuate sono complessivamente 14.059. Lo rende noto il Mise.

Di queste prenotazioni, 1.345 per la fascia 0-60 g/km di CO2 e 12.714 per la fascia 61-135 g/km di CO2.

 Da lunedì è, infatti, possibile prenotare sulla piattaforma dedicata del ministero gli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni, con e senza rottamazione, mentre dal 5 agosto potranno essere richieste le agevolazioni per i veicoli commerciali e speciali.

Il fondo automotive è stato rifinanziato con 350 milioni di euro stanziati dalla legge di conversione del Decreto Sostegni bis. 

Auto elettrica? Agli automobilisti manca il "profumo di benzina". E allora Ford glielo lo fa annusare...

Ford ha creato una fragranza alla benzina per togliere ogni dubbio sulle potenzialità dei veicoli elettrici e in particolare della Ford Mach-E GT, il primo Suv alimentato a batteria dell’Ovale blu. Il profumo Mach-Eau nasce per chi non vuole rinunciare all’odore del mondo dei motori tradizionali. Scopri di più


Elettrica sì ma con l'odore della benzina di una volta. Un automobilista su cinque afferma che l'odore della benzina è l'elemento che gli verrebbe a mancare di più nel cambio con un veicolo elettrico e almeno il 70% sostiene che, in una certa misura, sentirebbe la mancanza dell'odore di benzina. Quest'ultimo è stato anche classificato come un odore più popolare sia del vino sia del formaggio e quasi sullo stesso piano dell'odore dei libri nuovi.

E' il risultato di un sondaggio commissionato da Ford, che ha creato una fragranza premium per coloro che desiderano provare le prestazioni della nuova Mustang Mach-E GT completamente elettrica. La casa automobilistica ha rivelato la fragranza durante il Goodwood Festival of Speed, un evento annuale che attira appassionati di motori da tutto il mondo. Il profumo, che non è disponibile per l'acquisto, è parte del progetto che Ford sta portando avanti per sfatare i miti sulle auto elettriche e convincere gli appassionati di auto tradizionali sul potenziale di questa alternativa.

La fragranza Mach-Eau è stata creata in sinergia con la società Olfiction, con ingredienti che apportano caratteristiche distintive nel suo percorso di creazione. Il punto di partenza è stato quello di esaminare le sostanze chimiche che vengono emesse dagli interni delle auto, dai motori e dalla benzina.

Da questa ricerca è emerso anche l'odore di benzaldeide, simile a quello delle mandorle, emanato dagli interni delle auto, e di para-cresolo, nota chiave per creare l'odore gommoso degli pneumatici. Questi sono stati mescolati con ingredienti come blue ginger, lavanda, geranio e legno di sandalo che hanno aggiunto un accento metallico, fumoso e ulteriormente gommoso. E' stato incluso anche un elemento che ricorda il mondo animale, in particolare il mondo equestre per sottolineare l'eredità Mustang.

Stop Ue a benzina e diesel, i produttori di auto non ci stanno: "Decisione irrazionale, non tiene conto dell'impatto economico e sociale"

Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)  esprime "sconcerto e forte preoccupazione" per la proposta della Commissione europea. I costruttori continentali: "Vietare una singola tecnologia è un errore"


Auto, boom 2015 per il "made in Italy": produzione a +47% e 2.700 assunzioni

La principale associazione europea dei produttori di automobili considera "irrazionale" lo stop ai motori a benzina e diesel nel 2035 come proposto nel nuovo pacchetto clima europeo. I produttori affermano di sostenere "tutti gli sforzi per rendere l'Europa a emissioni zero entro il 2050, come previsto dalla proposta di legge sul clima", ma "vietare una singola tecnologia non è una via razionale da perseguire in questo momento". 

L'associazione fa presente alla commissione Ue che sta commettendo un vero e proprio "errore" cercando di "eliminare le auto a benzina e diesel" dalla circolazione "entro il 2035".  La novità per gli automobilisti riguarda infatti il settore del trasporto privato, dove ci sarà una vera rivoluzione. Tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 dovranno essere a emissioni zero, questo significa addio a benzina e diesel e un fortissimo impulso all'elettrico e allo sviluppo di nuove tecnologie. Il regolamento Ue richiederà agli Stati membri di aumentare le capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero e di installare punti di ricarica e rifornimento intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno.

La lotta al cambiamento climatico della Ue - Su questo von der Leyen ha detto che ci sono gia' una dozzina di produttori di auto disposti a cambiare la loro politica per raggiungere gli obiettivi. Il provvedimento è uno di quelli che segnano il mandato della Commissione von der Leyen. La presentazione del pacchetto per la neutralità climatica da parte della Commissione Ue era segnata da tempo sul calendario degli appuntamenti di Bruxelles. Fit for 55 è il nome dato alla serie di proposte che, una volta approvate, cambieranno in modo consistente la politica ambientale europea e forse, l'idea e' quella di fare da apripista a livello globale. Con importanti ricadute nella vita dei cittadini e nella gestione di ampi settori industriali. L'obiettivo ultimo e' rendere l'Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. 

Anfia: "Sconcertati, non si tiene conto dell'impatto" - Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)  esprime "sconcerto e forte
preoccupazione per la proposta, prevista nel pacchetto Fit for 55, di inasprire i target di riduzione delle emissioni di CO2 previsti dalla regolamentazione vigente. "Pur consapevoli dell'importante ruolo che l'industria automotive può giocare nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal europeo - scrive in una nota l'associazione - riteniamo che lo sforzo richiesto dall'attuale proposta non tenga in debito conto degli impatti industriali, economici e sociali di scelte così ambiziose e categoriche". 

 

(Fonte: Tgcom24)

Ecco la Ferrari 296 GTB, la berlinetta ibrida plug-in del Cavallino

Ferrari svela la 296 GTB, berlinetta sportiva a 2 posti a motore centrale-posteriore V6 turbo a 120° da 663 Cv accoppiato a un propulsore elettrico in grado di erogare ulteriori 167 Cv. E' il primo 6 cilindri della storia per una vettura stradale del Cavallino Rampante. Il sistema elettrico plug-in (PHEV) della 296 GTB le garantisce un'elevatissima fruibilità, l'azzeramento della risposta al pedale e 25 km di autonomia full-electric.
Anche la 296 GTB, come già la SF90 Stradale, è disponibile in allestimento Assetto Fiorano per chi desidera incrementarne ulteriormente le prestazioni, specialmente in pista.

Stop alle vendita di auto diesel e benzina, l'Ue pensa al 2035. L'indiscrezione che fa discutere

Nel pacchetto clima del 14 luglio, la Commissione europea potrebbe proporre il 2035 come l'ultimo anno in cui sarà possibile vendere auto a benzina o diesel in Europa. Secondo le indiscrezioni che circolano a Bruxelles, riportate da diversi media, nella proposta sui nuovi standard CO2 la Commissione potrebbe non fermarsi a fissare target per il 2030.
In un'intervista all'Ansa il direttore generale clima della Commissione Mauro Petriccione, aveva menzionato la possibilità di un target al 2030 di 40 grammi di CO2 al chilometro, che significherebbe una riduzione delle emissioni per le auto nuove del 60% rispetto a oggi. Aggiungere un target del 100% al 2035 significherebbe la fine dei motori diesel e benzina.
Per la neutralità climatica al 2050 "secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia tutte le nuove auto immesse sul mercato globale dovranno essere a emissioni zero entro il 2035 - spiega il presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento Pascal Canfin - e i produttori europei hanno bisogno di un chiaro segnale politico". "Sono solo indiscrezioni - è il commento da Acea, l'associazione Ue dei costruttori - aspettiamo la proposta". 

 

(Fonte: Ansa)

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