updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Ecoincentivi auto, boom di prenotazioni: concessionari "costretti" a credere nei veicoli green

Sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo economico, ecobonus.mise.gov.it, nel primo giorno sono stati prenotati dai concessionari incentivi per oltre 26 milioni di euro per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 135 g/km di CO2. Le prenotazioni effettuate sono complessivamente 14.059. Lo rende noto il Mise.

Di queste prenotazioni, 1.345 per la fascia 0-60 g/km di CO2 e 12.714 per la fascia 61-135 g/km di CO2.

 Da lunedì è, infatti, possibile prenotare sulla piattaforma dedicata del ministero gli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni, con e senza rottamazione, mentre dal 5 agosto potranno essere richieste le agevolazioni per i veicoli commerciali e speciali.

Il fondo automotive è stato rifinanziato con 350 milioni di euro stanziati dalla legge di conversione del Decreto Sostegni bis. 

Auto elettrica? Agli automobilisti manca il "profumo di benzina". E allora Ford glielo lo fa annusare...

Ford ha creato una fragranza alla benzina per togliere ogni dubbio sulle potenzialità dei veicoli elettrici e in particolare della Ford Mach-E GT, il primo Suv alimentato a batteria dell’Ovale blu. Il profumo Mach-Eau nasce per chi non vuole rinunciare all’odore del mondo dei motori tradizionali. Scopri di più


Elettrica sì ma con l'odore della benzina di una volta. Un automobilista su cinque afferma che l'odore della benzina è l'elemento che gli verrebbe a mancare di più nel cambio con un veicolo elettrico e almeno il 70% sostiene che, in una certa misura, sentirebbe la mancanza dell'odore di benzina. Quest'ultimo è stato anche classificato come un odore più popolare sia del vino sia del formaggio e quasi sullo stesso piano dell'odore dei libri nuovi.

E' il risultato di un sondaggio commissionato da Ford, che ha creato una fragranza premium per coloro che desiderano provare le prestazioni della nuova Mustang Mach-E GT completamente elettrica. La casa automobilistica ha rivelato la fragranza durante il Goodwood Festival of Speed, un evento annuale che attira appassionati di motori da tutto il mondo. Il profumo, che non è disponibile per l'acquisto, è parte del progetto che Ford sta portando avanti per sfatare i miti sulle auto elettriche e convincere gli appassionati di auto tradizionali sul potenziale di questa alternativa.

La fragranza Mach-Eau è stata creata in sinergia con la società Olfiction, con ingredienti che apportano caratteristiche distintive nel suo percorso di creazione. Il punto di partenza è stato quello di esaminare le sostanze chimiche che vengono emesse dagli interni delle auto, dai motori e dalla benzina.

Da questa ricerca è emerso anche l'odore di benzaldeide, simile a quello delle mandorle, emanato dagli interni delle auto, e di para-cresolo, nota chiave per creare l'odore gommoso degli pneumatici. Questi sono stati mescolati con ingredienti come blue ginger, lavanda, geranio e legno di sandalo che hanno aggiunto un accento metallico, fumoso e ulteriormente gommoso. E' stato incluso anche un elemento che ricorda il mondo animale, in particolare il mondo equestre per sottolineare l'eredità Mustang.

Ecco la Ferrari 296 GTB, la berlinetta ibrida plug-in del Cavallino

Ferrari svela la 296 GTB, berlinetta sportiva a 2 posti a motore centrale-posteriore V6 turbo a 120° da 663 Cv accoppiato a un propulsore elettrico in grado di erogare ulteriori 167 Cv. E' il primo 6 cilindri della storia per una vettura stradale del Cavallino Rampante. Il sistema elettrico plug-in (PHEV) della 296 GTB le garantisce un'elevatissima fruibilità, l'azzeramento della risposta al pedale e 25 km di autonomia full-electric.
Anche la 296 GTB, come già la SF90 Stradale, è disponibile in allestimento Assetto Fiorano per chi desidera incrementarne ulteriormente le prestazioni, specialmente in pista.

Stop alle vendita di auto diesel e benzina, l'Ue pensa al 2035. L'indiscrezione che fa discutere

Nel pacchetto clima del 14 luglio, la Commissione europea potrebbe proporre il 2035 come l'ultimo anno in cui sarà possibile vendere auto a benzina o diesel in Europa. Secondo le indiscrezioni che circolano a Bruxelles, riportate da diversi media, nella proposta sui nuovi standard CO2 la Commissione potrebbe non fermarsi a fissare target per il 2030.
In un'intervista all'Ansa il direttore generale clima della Commissione Mauro Petriccione, aveva menzionato la possibilità di un target al 2030 di 40 grammi di CO2 al chilometro, che significherebbe una riduzione delle emissioni per le auto nuove del 60% rispetto a oggi. Aggiungere un target del 100% al 2035 significherebbe la fine dei motori diesel e benzina.
Per la neutralità climatica al 2050 "secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia tutte le nuove auto immesse sul mercato globale dovranno essere a emissioni zero entro il 2035 - spiega il presidente della Commissione ambiente dell'Europarlamento Pascal Canfin - e i produttori europei hanno bisogno di un chiaro segnale politico". "Sono solo indiscrezioni - è il commento da Acea, l'associazione Ue dei costruttori - aspettiamo la proposta". 

 

(Fonte: Ansa)

"Vietare auto diesel e benzina, solo elettrico entro il 2035". L'appello dei grandi marchi

Vietare la vendita di auto diesel, benzina, e anche ibride, entro il 2035. Per quella data soltanto mezzi elettrici. Questo l'obiettivo dell'appello rivolto alla commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue, sottoscritto da 27 grandi aziende - tra cui Coca-Cola, Ikea, Sky, Uber, Volvo, e le italiane Enel X e Novamont - insieme con 6 associazioni di automotive, energia, sanità, finanza. Nell'appello - aperto a nuovi ingressi - si fa presente che, fissando "un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a 0 grammi per chilometro", si potrebbe inaugurare "una nuova era di mobilità a zero emissioni".

Auto, cresce l'interesse degli italiani per elettriche e ibride, ma il 60% le ritiene ancora troppo care. Poca informazione sugli incentivi

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté, azienda leader nella consulenza strategica


Auto elettriche: Vantaggi, tempi di ricarica, durata batteria - Citroën  Italia

La campagna di incentivi messa in piedi dal governo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento

Cresce l'interesse degli italiani per le vetture elettriche ed ibride, ma il fattore economico resta un ostacolo decisivo da superare per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese: oltre il 60% degli italiani individua nel costo elevato il principale freno all'acquisto e si dice disponibile a comprarle solo in caso di incentivi più consistenti o di una decisa riduzione del prezzo da parte dei costruttori o di un piano di finanziamento vantaggioso.

Persistono dubbi sull'accesso agli incentivi e sui veicoli coperti dal bonus.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté (azienda leader nella consulenza strategica).

La recrudescenza della diffusione del virus spinge sempre più italiani a utilizzare l'auto per i propri spostamenti abituali, preferita dal 75% del campione. Solo il 5% si affida ai mezzi pubblici, oggi considerati possibile veicolo del contagio.

Lo studio approfondisce la conoscenza delle vetture elettriche ed ibride da parte degli italiani. Quanti ne conoscono effettivamente il funzionamento, le modalità di ricarica, le emissioni, i costi di gestione e l'autonomia? Complessivamente a prevalere è l'incertezza su quasi tutte le caratteristiche tecniche di questi modelli, oltre 1 italiano su 2 è indeciso o possiede informazioni non corrette in merito. Ad esempio, il 39% ritiene che tutti modelli ibridi (full, mild, plug-in) ed elettrici siano a emissioni zero, il 61% li reputa tutti in grado di percorrere almeno 50 km in modalità elettrica. Più di 1 su 4 pensa che tutte le vetture elettrificate abbiano bisogno della spina per ricaricarsi. Su due aspetti, gli italiani sembrano avere però le idee chiare: il 70% non le ritiene "noiose da guidare" e la metà è consapevole che i costi di gestione (carburante e manutenzione) di un'auto elettrificata sono inferiori rispetto a quelli di un'auto con motore termico.

Il fattore economico resta un punto decisivo per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese. Nonostante la crescente disponibilità di modelli e i bonus messi in campo dal Governo, oltre il 60% degli intervistati individua nel costo il principale ostacolo da superare e si dice disponibile ad acquistare queste vetture solo in caso di incentivi più consistenti. In generale, più della metà del campione sarebbe disposto a pagarle tra il 10% e il 20% in più rispetto al valore di una vettura con motore termico; un'indicazione, questa, che rende decisamente a portata di acquisto l'ibrido oggi incentivato, meno l'elettrico.

E' interessante notare come, soprattutto per gli e-vehicles l'installazione del sistema di ricarica a casa compreso nel prezzo costituisca un fattore di forte spinta all'acquisto (lo indica il 23% dei rispondenti).

La campagna di incentivi messa in piedi dall'Esecutivo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento.

 

(Fonte: Ansa)

Motori, l'idrogeno è davvero il futuro insieme all'elettrico? Il dibattito del settore automotive

Un confronto aperto, su un tema tanto delicato quanto spesso sottovalutato. Il primo Special automotive Webinar di #ForumAutoMotive ha affrontato due argomenti di assoluta attualità: il trasporto su gomma e l’idrogeno


Idrogeno nuova frontiera del'automotive, ecco tutto quello che c'è da sapere

"I vantaggi dell’idrogeno sono tanti, a partire appunto dalla sostenibilità ambientale. La reazione chimica di una pila a combustione che utilizza idrogeno infatti, ha il pregio di produrre solo ed esclusivamente acqua. Si elimina così l’annoso problema delle emissioni nocive per l’ambiente e per la nostra salute. In più si ottimizzano i tempi e i costi del rifornimento, essendo un elemento chimico facilmente ritrovabile in natura (basti pensare alla composizione dell’acqua, fatta in parte da idrogeno) e dalle grandi performance"


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Veicoli fuel cell alimentati a idrogeno: cosa c'è da aspettarsi dal futuro? Se ne è parlato nell'ambito di #FORUMAutoMotive, con uno speciale webinar legato a questa tecnologia. In prima linea, per passare dai sogni alla realtà, c’è il settore del trasporto su gomma, già pronto ad affrontare una vera rivoluzione epocale per un comparto che rimane altamente strategico. La filiera del trasporto si sente "pronta" ad affrontare la sfida, ma chiede una strategia mirata e infrastrutture adeguate.


“L’elettrico è un mantra al centro dell’attenzione da anni e l’idrogeno può rappresentare un notevole passo in avanti - ha sottolineato Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive -. Il trasporto pesante è il candidato numero uno per passare dalle parole ai fatti, ma ancora una volta infrastrutture e distribuzione latitano. Ci sono soltanto le linee guida. Ma resta da chiarire un elemento sottovalutato della transizione: se lo Stato dovesse rinunciare alle tasse che gravano sui carburanti convenzionali, dove andrà a recuperare i fondi che oggi sono assicurati dalle accise?”

“Il settore - ha sottolineato Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera - ha bisogno di innovazione per ricerca e strategia, quindi è giusto continuare a confrontarsi. In questa fase - sostiene - il recovery plan svolgerà un ruolo molto importante; possiamo ottenere finanziamenti e dobbiamo convogliarli in progetti che coinvolgano l'intera filiera.

“Siamo tutti convinti sul fatto che il futuro sarà a emissioni zero - il commento di Paolo Starace, presidente di Unrae Veicoli Industriali - ma serve una coerenza d’azione perché le problematiche e i colli di bottiglia che ostacolano l’elettrico potrebbero ripresentarsi anche con l’idrogeno”.

Per Giuseppe Marotta, ad di BeMobility, componente della Euopean Clean Hydrogen Alliance “L’Italia si candida come hub internazionale, come già lo è per il gas; la sfida si gioca sull’abbattimento dei costi, con l’obiettivo di arrivare a 2 dollari/kg per l’idrogeno verde. Sarà importante - sottolonea - sincronizzare i progetti e realizzarli in modo razionale per utilizzare i sussidi efficacemente: Lo stanziamento di risorse legate all’idrogeno in Europa è di circa 2.000 miliardi di euro in fase di distribuzione dei singoli Paesi membri. Oggi l’idrogeno è diviso in tre fasce: grigio, ottenuto da un processo da gas naturale che prevede uno scarto di CO2, che costa circa 2 dollari il kg; blu, con residuo di CO2 stoccato; e verde. Quest’ultimo è quello oggi più interessante, prodotto con un totale abbattimento di CO2 e per questo è anche il più costoso, tra i 5 e i 6 dollari/kg”. 

Un mix di alimentazioni è lo scenario più probabile per Gianandrea Ferrajoli, presidente di Federauto Trucks: “Non credo che nel 2030 il gasolio sparirà e l’elettrico sarà l’unica alimentazione. Lo scenario più verosimile per il settore dei trasporti, a quella data, potrebbe essere questo: diesel pulito ancora oltre il 50 per cento, idrogeno 10 per cento, Lng 15 per cento, il resto elettrico per un uso cittadino”.

“Non basta essere innovativi - conclude Domenico De Rosa, ad del Gruppo Smet -  serve accessibilità, con i costruttori che devono essere garanti di accessibilità. Ma la sostenibilità non deve essere solo ambientale, deve essere anche economica per le aziende”.

 

(Fonte: Ansa)

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