updated 10:25 AM UTC, Oct 29, 2021

IO LEGGO - Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro litigano (ancora) per il Cavallo: il romanzo di Fabio Lopez ci rende curiosi

L'incontro impossibile in Francia tra il genio e il duca di Milano. Breve romanzo storico, tra invenzione e verità, comunque basato su fonti certe e attendibili oltre a riportare citazioni dirette. L'autore, all'esordio, è architetto, figlio di Guido che scrisse Milano in mano, la celebre guida uscita nel 1965, di recente aggiornata e integrata dall'erede stesso


  

“Il rapporto fra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro fu la chiave di volta per lo sviluppo della cultura rinascimentale a Milano. Due personaggi così antitetici e nel contempo così empatici. Così simili nella sete di grandezza, della ‘roba’ per Ludovico, della conoscenza attraverso la ‘libertà’ dell’esperienza per Leonardo.”, dichiara Fabio Lopez, autore di Loches. Un incontro impossibile tra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro. (Mursia, pagg. 104, Euro 10,00) “Di qui l’idea di questo mio romanzo: un incontro e un lungo dialogo tra i due, nella realtà infattibile, a Loches, dove venne rinchiuso e con ogni probabilità morì il Moro, e dove, per pura coincidenza, a pochi chilometri e anni di distanza, fu chiamato da Francesco I il Genio. Un pretesto per narrare e tentare d’interpretare le vicende di Milano nel periodo del passaggio tra l’età antica e l’evo moderno e per aggiungere sale alla riflessione su uno fra i più noti personaggi d’ogni tempo.”

Trentotto chilometri appena separano Amboise da Loches, in Francia. Nella prima vi approdò Leonardo da Vinci, anno 1516, su invito personale del Re Francesco I Valois. Nella seconda, in un’ampia cella del maschio medievale, vi fu rinchiuso Ludovico il Moro Sforza, fatto prigioniero dai francesi. Morì, pare, nel 1508. L’invenzione di questo racconto muove dall’idea che il Moro nel 1516 fosse ancora vivo e che il Re di Francia chiedesse al Maestro toscano di recarsi da lui affinché la smettesse di lamentarsi per il trattamento di prigionia. Ne nasce quindi un serrato confronto fra i due, un pretesto narrativo per ripercorrere le vicende del Ducato milanese secondo i due punti di vista, e non mancano accese discussioni come quella sul Cavallo Sforza, grandioso monumento a Francesco padre, commissionato dal Moro a Leonardo e mai portato a termine:

“Il Cavallo. Voi non mi permetteste nemmeno di arrivare alla fusione. Mi avete sottratto il rame e lo stagno.”

“No! Eri tu ad essere inconcludente…io ti diedi fiducia. Invece, nel 1489, mi pare, dovetti chiedere a Lorenzo de’ Medici di mandarmi qualche altro scultore fiorentino, perché tu non lo sapevi condurre ancora in opera.”

“…Osservai per mesi i migliori cavalli del Ducato. Ne studiai e riprodussi i movimenti…feci per Vostra Signoria numerosi schizzi, ma nessuno vi piaceva…E poi volevate anche che pensassi a come posare il monumento…Vi proposi di realizzare una piazza grande come il Castello. Al centro vi saria stato il Cavallo…Dovevo fondere in un sol getto, per evitare che poi una siffatta struttura del peso di 80 centinai si crepasse nelle giunture fra i getti…Tre forni mi convinsi a costruire per avere la fusione de tutte le parti in ugual misura…Ma voi mi sottraeste il rame.”

“Non fui io a toglierti il rame ma la guerra! Tu continuavi a tirarla in lungo per quel cantiere. Era appena morto Gian Galeazzo e noi dovevamo assicurare il Ducato de Mediolano; era un momento difficile e magari i veneziani avrebbero potuto approfittarne. Chiesi aiuto a mio suocero Ercole d’Este, per avere io il tempo di raggiungere Carlo VIII e confermare per noi Genova, e poi l’investitura ufficiale dell’Imperatore. Promisi a Ercole le provvigioni per i suoi soldati, ma in cassa non vi erano abbastanza soldi e Bergonzio si arrangiò a consegnare quel rame per fare le passevolanti [cannoni a canna lunga] che servivano a Ferrara…”

Questi e molti altri aneddoti fanno emergere il carattere dei due grandi e le vicende che ne ripercorrono la storia così come quella del ducato Milanese.

Breve romanzo storico, invenzione ma non falsificazione, tutto basato su fonti certe e attendibili, citazioni dirette dagli scritti del mancino e qualche interpretazione non sempre ortodossa, seppur possibile.

L'autore

Fabio Lopez (Milano, 1953) vive a Milano. È architetto e figlio di Guido, l’autore di Milano in mano. Dopo la sua scomparsa (2010) ha intrapreso l’attività di mantenere vivi i testi del padre, in particolare la celebre guida in libreria fin dal 1965, aggiornandola ai giorni nostri. Con La roba e la libertà. Gli Sforza, Leonardo e Ludovico si è tuffato nel mondo del rinascimento milanese, integrando il testo del padre con le novità storiografiche degli ultimi anni. Loches è il suo primo romanzo.

 

(Da Ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO – La “Giungla Gialla” di Mursia si allarga e arriva a Genova. Un noir originale, tra suspense e vecchi misteri italiani: cosa scopre la postina precaria

Per la collana di Ugo Mursia Editore diretta da Fabrizio Carcano, arriva in libreria “Il suono della colpa”, il debutto come protagonista di Benedetta Fabbri, trentenne postina con contratto a tempo e la passione per i gialli, che si trasforma in investigatrice. Come si arriva alla strage di Piazza Fontana? Leggendo il libro di Daniele Grillo e Alessio Piras


Alessio Piras (@gryphonalex) | Twitter

Con “Il suono della colpa” (Mursia, pagg. 240, Euro 17,00), di Daniele Grillo e Alessio Piras, Giungla Gialla, la collana di Ugo Mursia Editore che sotto la direzione di Fabrizio Carcano ha lanciato la geografia del giallo, sbarca a Genova e arriva al suo settimo titolo.  Un noir al contempo mozzafiato e innovativo sia per le ambientazioni sia per la singolarità dei personaggi, che affonda le proprie radici nel ventre misterioso della città in cui la storia si svolge, Genova, e nelle pieghe dei capitoli più neri di un’altra Storia, quella del nostro Paese, sconvolto dalla strage di piazza Fontana.

La trama

Non è una qualsiasi primavera, quasi estate, per Benedetta Fabbri, precaria trentenne amante dei gialli che ristagna nell’amata Genova in uno stato di eterna gioventù. Ha da poco firmato un contratto di lavoro temporaneo come postina, e nel suo primo giro di consegne si imbatte nel cadavere di un uomo anziano, Arnoldo Chiana, trovato con il busto disteso sul tavolo del soggiorno di casa sua, la porta socchiusa e il resto dell’appartamento in ordine. Un uomo dalle molte vite, Arnoldo, liutaio formatosi a Cremona e tra i più apprezzati dai big della Scala, chiuso in una vecchiaia senza legami importanti, costretto a nascondersi da un passato pericoloso. Il caso viene frettolosamente derubricato dagli inquirenti a una morte per cause naturali.

Ma per Benedetta, qualcosa non torna. La postina inizia quindi un’indagine nella quale coinvolge il padre Primo, ex partigiano e storico per passione, due colleghi dell’ufficio postale di Vernazzola, borgo marinaro inghiottito dalla grande città e Trick, agente di polizia e insostituibile partner dei giochi erotici del giovedì.

Seguendo una ad una le note distorte dei violini che accompagnano questa storia la postina si troverà sullo spartito bruciato della strage di Piazza Fontana, e a quel 12 dicembre del 1969 in cui la storia del Paese cambiò per sempre.

Un percorso a ritroso alla ricerca di una verità che non le appartiene, rincorrendo l’anima che uomini e strumenti nascondono al loro interno, e che a volte vibra del suono insopportabile della colpa.

Gli autori

Daniele Grillo (Genova, 1979), laureato in Giornalismo allo Iulm di Milano, oggi è viceresponsabile della Cronaca di Genova de «Il Secolo XIX». È autore di cinque noir con Valeria Valentini, l’ultimo Omicidio sul Genova-Milano (2020). La sua più recente pubblicazione è un romanzo non di genere, Il grande Hans (2021). È coautore dei testi di alcuni brani di Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers.

Alessio Piras (Genova, 1983) è dottore di ricerca in Discipline Umanistiche presso l’Università di Pisa. Ispanista e scrittore, è autore della trilogia noir Omicidio in Piazza Sant’Elena (2016), Nati in via Madre di Dio (2017) e Un biglietto per il naufragio (2018), del saggio Il labirinto spagnolo (2019) e del romanzo Gente sbagliata. La prima indagine di Jacopo Ravecca (2020).

 

(Da ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - La famiglia divorata, il disturbo alimentare raccontato in un libro. Quell'emergenza nell'emergenza che colpisce le giovani donne e i loro cari

In libreria La famiglia divorata. Vivere accanto al disturbo alimentare (Mursia, pagg. 148,Euro 16,00) della giornalista Agnese Buonomo, un libro che è un vero e proprio viaggio attraverso gli occhi dei padri e delle madri, ma anche delle sorelle e dei fratelli che combattono, soffrono, vivono la malattia dei loro cari, un libro che tutti i genitori e coloro che lavorano con i ragazzi dovrebbero leggere


Amazon.it: La famiglia divorata: Vivere accanto al disturbo alimentare -  Buonomo, Agnese - Libri

“…quando in una famiglia c’è un malato di anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating), per citarne solo alcune, di fatto si ammalano tutti. In Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di queste patologie. Se ad ognuno di loro aggiungiamo anche un solo familiare i numeri raddoppiano. Il 10% della popolazione fa i conti con questo dramma. Malattie che per bambine, ragazze e donne, nella fascia di età tra i 12 e i 25 anni, rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Circa 4 mila decessi ogni anno. Questo libro nasce con l’intento di dar voce a chi voce solitamente non ne ha o non ne ha mai avuta. Troppo spesso la famiglia vive la malattia nel buio e nel silenzio delle mura domestiche, sovrastata dall’ignoranza generale e dalla poca attenzione sociale.”, con queste parole tratte dalla prefazione Stefano Tavilla, Presidente dell’associazione Mi nutro di vita spiega come nasce La famiglia divorata. Vivere accanto al disturbo alimentare (Mursia, pagg. 148,Euro 16,00) della giornalista Agnese Buonomo, un libro che è un vero e proprio viaggio attraverso gli occhi dei padri e delle madri, ma anche delle sorelle e dei fratelli che combattono, soffrono, vivono la malattia dei loro cari, un libro che tutti i genitori e coloro che lavorano con i ragazzi dovrebbero leggere.

Nell’intervista che conclude il libro Anna Ogliari, responsabile del servizio di psicopatologia dello sviluppo presso il Centro Disturbi del Comportamento Alimentare dell’ospedale San Raffaele di Milano,spiega che i casi di malattie del comportamento alimentare durante la pandemia hanno avuto una crescita esponenziale: “I dati ufficiali parlano di un aumento del 30%. Il dato è allarmante non solo in termini di numeri, infatti è altresì molto importante sottolineare come si sia abbassata l’età di esordio e siano cresciuti i casi tra i maschi. I disturbi del comportamento alimentare di solito si manifestano durante l’adolescenza, in questo ultimo anno e mezzo si è registrato un significativo aumento nella fase preadolescenziale, tra i 10 e i 13 anni.”

Dai racconti dei familiari emerge come in Italia ci sia una gravissima carenza di strutture specializzate e come sia forte la necessità che queste patologie vengano riconosciute come malattie a sé stanti, scorporate dalla generica branchia della salute mentale. Le famiglie sono spesso lasciate sole nell’affrontare questo “mostro” e sono costrette a veri e propri viaggi della speranza. Nelle parole di Chiara, mamma di Flavia,una ragazzina di 14 anni che soffre di anoressia: “Ho vissuto mesi con la valigia in mano. Ho lasciato mio marito e l’altra figlia minore a Napoli. Ho accompagnato Flavia…Come una pallina da ping-pong, che rimbalza da una parte all’altra dello Stivale. Un pellegrinaggio in cerca delle cure adeguate, per poi tornare al punto di partenza.”

Come racconta Roberta, una donna e mamma che ha sofferto di bulimia: “Relazionarsi con un malato di disturbi alimentari è come camminare su un campo minato. Se non conosci a perfezione l’esatta posizione delle mine che cambia ogni giorno, imprevedibile, irregolare, salti per aria. È una prova terribile a cui il malato sottopone quelli che lo amano…”

Nelle parole di Edoardo, fratello di Lollo che purtroppo non ce l’ha fatta: “Per me l’anoressia è la malattia che ti cancella il sorriso dalla faccia. È la negazione del sorriso…La casa un inferno. Io ne ho parlato tanto con i miei genitori…Loro mi ripetevano che era maggiorenne, non potevi obbligarlo a curarsi… Non potevo credere che in casi così gravi non si potesse intervenire a prescindere dalla sue decisioni di malato.”

E ancora in quelle di Alessia, mamma di Sofia, una ragazza che ha sofferto di anoressia: “Sofia sorride, affamata di vita, con la voglia di recuperare tutto quello che la malattia le ha rubato…si è ammalata quando aveva 13 anni…Non avevo collegato il dimagrimento a un dolore profondo, a un disagio interiore...Nella mia ignoranza ho sempre pensato che anoressia facesse rima con modella. Una stupidaggine, sono ragazze che soffrono, spente nel corpo, nell’anima e nello sguardo.”

Dodici storie diverse che raccontano la malattia dal punto di vista di chi sta accanto a chi soffre. Genitori che hanno accompagnato i figli in percorsi sbagliati prima di trovare quello giusto, famiglie che hanno visto il proprio caro ammalarsi o peggiorare a causa del lockdown, che stanno rivedendo la luce o che hanno visto i figli, o fratelli, morire.

“Quando una figlia o un figlio si ammalano di disturbo del comportamento alimentare è come se un mostro entrasse a sconvolgere le loro vite, è l’intera famiglia ad essere investita da uno tsunami. Non esiste più nulla, tutto ruota attorno alla malattia. Purtroppo l’ho vissuto e lo vivo in prima persona. Anoressia, bulimia, binge-eating sono patologie subdole che trasformano la mente e il corpo di chi ne soffre in modo drastico. Per questo ho scritto questo libro, perché di disturbi alimentari si muore, ma si può anche, anzi si deve, guarire.”, spiega Agnese Buonomo.

L'AUTRICE

Agnese Buonomo (Varese, 1968) vive a Milano dove è vicecaporedattore a Studio Aperto. Negli anni Novanta ha lavorato in Rai a Il rosso e il nero e Tempo Reale di Michele Santoro. Ha collaborato con diversi quotidiani e settimanali. Dal 1997 appartiene alla famiglia Mediaset: è stata inviata sui principali fatti di attualità per Verissimo e per il Tg5 e dal 2010 lavora a NewsMediaset.

IO LEGGO - Torna "Una Ghirlanda di Libri": il 25 e 26 settembre a Cinisello Balsamo la Fiera dell'Editoria indipendente

La Fiera dell'Editoria Indipendente di Cinisello Balsamo e del Nord Milano promuove la lettura non solo durante i due giorni della fiera: il suo intento è quello realizzare un movimento che parte dalla manifestazione, coinvolge la città e i suoi dintorni, ma anche i gli spazi virtuali creando un grande progetto di inclusione culturale. Come? Attraverso l’utilizzo di iniziative online, eventi in presenza e in streaming e il bookcrossing degli editori indipendenti


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Si accendono i riflettori sulla seconda edizione di Una Ghirlanda di Libri, Fiera dell'Editoria Indipendente di Cinisello Balsamo e del Nord Milano, in programma per il 25 e 26 settembre nella scenografica Villa Casati Stampa di Soncino a Cinisello Balsamo con una serie di iniziative distribuite anche in altre location della città. Un evento che fa dell'intrattenimento di valore il suo tratto distintivo e della relazione tra Autori, Editori e Pubblico il suo aspetto più accattivante. Una vera occasione per ritrovarsi, pur con le necessarie precauzioni, e celebrare il valore dell'Incontro e della Cultura come crescita e svago.

Il programma

Il programma pensato dagli Organizzatori - l'Associazione LeGhirlande che ha sognato e poi concretizzato l'evento - si fa più fitto e autorevole di giorno in giorno e l'attenzione dei Media e delle Istituzioni per questa proposta, che nel 2020 ha sorpreso per vivacità e qualità, non si è fatta attendere.

Se le Amministrazioni locali infatti – primo tra tutti il Comune di Cinisello Balsamo – hanno subito confermato il proprio supporto all'evento, l'edizione 2021 può vantare anche il prestigioso Patrocinio della Regione Lombardia.

Il cuore pulsante del Festival sono tre instancabili organizzatrici – Lucia, Stefania e Manuela, dall'anima gentile ma con la grinta delle professioniste –, ma la linfa vitale sono gli Sponsor e i tanti piccoli Sostenitori locali che hanno voluto contribuire in ogni modo per rendere possibile un evento articolato, accogliente e così sentito e simbolico, in un momento di obbligato distanziamento sociale.

La nuova edizione

La nuova edizione, in calendario il 25 e 26 settembre prossimi, promette di replicare il successo dell'esordio con ancora maggiore enfasi e un programma fitto di iniziative: incontri con l'autore, focus tematici, concorsi fotografici e letterari, conferenze verticali, book crossing, workshop di scrittura creativa, ospiti prestigiosi, editori specializzati con proposte per tutti i gusti, dalla narrativa al giallo, dall'infanzia alla poesia, all'attualità.

Le prenotazioni

Il 1° settembre verranno aperte le prenotazioni al pubblico (eventi in presenza e in streaming), ma intanto si può organizzare sin da ora la propria visita consultando il sito della manifestazione, in costante aggiornamento, pregustando gli eventi che accoglieranno gli appassionati di lettura di ogni età. Registrandosi alla newsletter inoltre, o seguendo le pagine social (Facebook, Instagram, Twitter e il canale Youtube), si potranno intercettare tutte le novità in tempo reale.

La Stampa (seguirà invito) sarà invitata alla presentazione del Festival il 6 settembre prossimo a Villa Casati Stampa di Soncino a Cinisello Balsamo e, a seguire, alla presentazione in Regione Lombardia.

Info e contatti:

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IO LEGGO - Quando il lago si tinge di noir: il concorso letterario "Ceresio in Giallo"

Mercoledì 26 maggio, ore 18.30 presentazione in diretta Facebook concorso letterario "Ceresio in Giallo", il lago italo-svizzero si tinge di noir


 Seconda edizione da record per "Giallo Ceresio" | Sempione News
Mercoledì 26 maggio, alle ore 18.30, presentazione in diretta del concorso letterario Ceresio in Giallo sulla pagina Facebook del concorso www.facebook.com/CERESIOinGIALLO.
Il concorso, a partecipazione gratuita, è aperto a romanzi e racconti, editi e inediti, di genere giallo, thriller, noir e poliziesco.

L’iniziativa è patrocinata e sostenuta dalla Comunità di Lavoro Regio Insubrica, patrocinata da Regione Lombardia. Accademia della Crusca e Camera di Commercio di Varese e da AIME, Associazione imprenditori europei con la collaborazione e il sostegno di Comitato Premio Claudio De Albertis, Assicurazioni Generali, Musajo Somma s.n.c. - Varese Città Giardino, Il Gigante, Vox Libri, YOP Comunicazione.

 

Da Ufficio stampa Ceresio in Giallo
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IO LEGGO - Il carcere, la giustizia, il destino: in libreria un romanzo per conoscere e riflettere

In libreria Mio Giudice (Mursia, pagg. 308, Euro 17,00) il romanzo d'esordio del magistrato Alessandro Giordano che per la prima volta mette al centro la magistratura di sorveglianza e il mondo dell'esecuzione della pena


UNO SPACCATO SUL RUOLO DELLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA E SUL MONDO DELL'ESECUZIONE DELLA PENA

ROMANZO D'ESORDIO DEL MAGISTRATO ALESSANDRO GIORDANO

"Spesso si sente parlare delle carceri per le sue problematiche, pochi, invece, ne conoscono la complessa realtà che le caratterizza e specialmente il ruolo rivestito dal Magistrato di Sorveglianza come figura di riferimento per i detenuti.", dichiara Alessandro Giordano, "È per questo che, nonostante il «sorvegliante» sia, per sua natura, organo imparziale, agli occhi del ristretto egli diventa il Mio Giudice, cioè il proprio referente nell'ambito dell'esecuzione della sua pena. Ma c'è di più. Con questo mio romanzo ho voluto anche raccontare ai lettori, attraverso la vita dei due protagonisti, come le condizioni sociali in cui l'individuo cresce e si forma influiscano pesantemente sul destino di ciascuno di noi. Destino, però, che, a volte, è possibile cambiare facendo leva sulla volontà di riscatto oppure nel caso in cui qualcuno creda in noi e ci offra un'opportunità, e questo qualcuno può anche essere il magistrato di sorveglianza".

Franco Scala, magistrato proveniente da una famiglia agiata, è colpito dal sopraggiungere di una grave forma di maculopatia degenerativa. Sasha Iannitto, da giovane maltrattato e poi abbandonato dalla madre, conduce una vita costellata da esperienze detentive, intramezzate a periodi di libertà.

Le loro strade si intrecciano dopo un incontro dovuto alle rispettive condizioni. Due mondi agli antipodi, due modelli di vita, l'uno cresciuto nella devianza e l'altro nella legalità, imparano a confrontarsi e a coesistere.

Un giudice dal volto umano e un reo in cerca di riscatto viaggiano, così, all'interno di una varia umanità, tra periferie e quartieri della Roma bene, tribunali e carceri, crimine e legalità, malavita e istituzioni.

In questo percorso fede e disabilità sono protagoniste in un continuo confronto con le difficoltà della vita.

Alessandro Giordano è nato a Napoli nel 1962 e vive e lavora a Roma dove si è laureato in Giurisprudenza. È stato procuratore legale e vincitore di selezioni per l'assunzione in un istituto bancario e nel Poligrafico dello Stato quale avvocato. Entrato in Magistratura, ha esercitato funzioni penali, di giudice minorile e di sorveglianza. Ha ricoperto presso il Ministero della Giustizia gli incarichi di Direttore di vari Uffici, di Capo della Segreteria di Sottosegretari di Stato e di Direttore Generale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

(Da: ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - Anziani a chi? Nella Milano triste della pandemia una coppia di settantenni regala una luce ai più giovani

Voglia di vivere ancora (Mursia, pagg. 170, Euro 14,00) è il nuovo romanzo di Ada Grecchi, un libro coinvolgente che avvicina le generazioni e guarda al futuro con il sorriso e l'energia tipica dell'autrice


«“Mamma, la nonna è magica!” La nonna in questione è Corinna, settantenne milanese, protagonista e io narrante di questo romanzo breve di Ada Grecchi…Ci fa essere accanto a lei, nel cuore di Milano, ma anche a Sanremo e a Parigi, negli aeroporti e in taxi, sul balcone o quando suona qualcuno alla porta, nei mesi infiniti di lockdown, di mascherine e di distanze. Mai un piagnisteo, fronte alta, anche nella commozione di notizie amare.», si apre così la presentazione di Gianni Letta a Voglia di vivere ancora (Mursia, pagg. 170, Euro 14,00), il nuovo romanzo di Ada Grecchi che in una Milano trasformata dalla pandemia racconta con incredibile veridicità la resilienza e la straordinaria voglia di vivere di due anziani, Corinna e Luigi. Un romanzo coinvolgente che avvicina le generazioni e guarda al futuro con il sorriso e l’energia tipica di Ada Grecchi e che come scrive l’autrice è: «…una testimonianza di un periodo vero e difficile ma a cui gli anziani devono e possono reagire. Come? Allenando il cervello…e, sia pure con qualche limite scontato, entrare nei processi digitali che ci consentono i contatti persi. È triste non abbracciare i nipoti, ma si possono vedere su WhatsApp se si impara a maneggiare quello strumento favoloso che è lo smartphone…»

 «Guardo il viale alberato sotto casa e continuo a pensare che le foglie dei tigli sono ricresciute, in settembre cambieranno colore, ma solo per ripararsi dall’inverno, poi torneranno a fiorire, e io fino a quando sarò solo uno spettatore della vita altrui che ricomincia?»

Corinna e Luigi, due brillanti settantenni, si incontrano all’Istituto dei Tumori. Lui è stato un alto funzionario del ministero degli Esteri, lei la direttrice di un’azienda pubblica. Nell’attesa, parlano, si raccontano le loro vite, i viaggi che hanno fatto e quelli che vorrebbero fare se la malattia lo consentisse. Tra loro nasce un rapporto davvero speciale che si costruisce giorno dopo giorno.

In una Milano trasformata dalla pandemia, con luci spente, negozi chiusi, strade deserte, irrompe per caso nelle loro vite Marion, una piccola immigrata dagli occhi verdi, che ha con sé solo un gattino bianco di nome Miao. La bambina diventa parte integrante della vita di Corinna e di Luigi, fino a rappresentare il punto focale dei loro progetti.

Marion è per loro il futuro, la speranza che fa tornare la voglia di vivere, di viaggiare, di sostenersi l’uno con l’altra, e tutto alla fine resta sospeso, tra i ricordi di un’intera vita e una città di mare, su una terrazza attraversata dai gabbiani che la sera volano verso la collina.

Ada Grecchi - Home | Facebook

Ada Grecchi, milanese, avvocato, ha avuto una lunga carriera in Enel, dove è stata per nove anni Vicedirettore centrale del Personale. Per quattro anni è stata Vicepresidente della Commissione Parità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In seguito è stata Assessore tecnico del Personale alla Provincia di Milano, consigliere di amministrazione di Metropolitana Milanese S.p.A. e, per due mandati, di Sea Handling. Attualmente è Vicepresidente della Commissione Esperti del Comune di Milano e consigliere dell’associazione 50&Più. È autrice di diversi libri di soggetto diverso. Tra i riconoscimenti ufficiali: Commendatore, Ambrogino d’Oro di Milano 1992, Premio Bellisario 1995, Premio Standout Woman Award 2016, Paladino delle Memorie 2019.

 

Da Ufficio stampa Mursia

IO LEGGO - Alda Merini, la Poetessa dei Navigli: l'omaggio a 90 anni dalla nascita (VIDEO)

Per il 90° anniversario della nascita di Alda Merini (21 Marzo 1931) Aldo Colonnello tratteggia la complessa figura della "Poetessa dei Navigli" attraverso i ricordi della loro profonda, seppur breve e tardiva, amicizia.

Ne esce un ritratto vero, lontano da molti luoghi comuni. Un tributo sincero. Un atto d'amore verso una delle voci più influenti della letteratura italiana contemporanea (VIDEO)

La Poetessa dei Navigli Alda Merini | Meravigli edizioni

Il 21 Marzo, primo giorno di primavera, è anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall'Unesco nel 1999.

 

Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle,

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta...

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