updated 10:25 AM UTC, Oct 29, 2021

IO LEGGO - Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro litigano (ancora) per il Cavallo: il romanzo di Fabio Lopez ci rende curiosi

L'incontro impossibile in Francia tra il genio e il duca di Milano. Breve romanzo storico, tra invenzione e verità, comunque basato su fonti certe e attendibili oltre a riportare citazioni dirette. L'autore, all'esordio, è architetto, figlio di Guido che scrisse Milano in mano, la celebre guida uscita nel 1965, di recente aggiornata e integrata dall'erede stesso


  

“Il rapporto fra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro fu la chiave di volta per lo sviluppo della cultura rinascimentale a Milano. Due personaggi così antitetici e nel contempo così empatici. Così simili nella sete di grandezza, della ‘roba’ per Ludovico, della conoscenza attraverso la ‘libertà’ dell’esperienza per Leonardo.”, dichiara Fabio Lopez, autore di Loches. Un incontro impossibile tra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro. (Mursia, pagg. 104, Euro 10,00) “Di qui l’idea di questo mio romanzo: un incontro e un lungo dialogo tra i due, nella realtà infattibile, a Loches, dove venne rinchiuso e con ogni probabilità morì il Moro, e dove, per pura coincidenza, a pochi chilometri e anni di distanza, fu chiamato da Francesco I il Genio. Un pretesto per narrare e tentare d’interpretare le vicende di Milano nel periodo del passaggio tra l’età antica e l’evo moderno e per aggiungere sale alla riflessione su uno fra i più noti personaggi d’ogni tempo.”

Trentotto chilometri appena separano Amboise da Loches, in Francia. Nella prima vi approdò Leonardo da Vinci, anno 1516, su invito personale del Re Francesco I Valois. Nella seconda, in un’ampia cella del maschio medievale, vi fu rinchiuso Ludovico il Moro Sforza, fatto prigioniero dai francesi. Morì, pare, nel 1508. L’invenzione di questo racconto muove dall’idea che il Moro nel 1516 fosse ancora vivo e che il Re di Francia chiedesse al Maestro toscano di recarsi da lui affinché la smettesse di lamentarsi per il trattamento di prigionia. Ne nasce quindi un serrato confronto fra i due, un pretesto narrativo per ripercorrere le vicende del Ducato milanese secondo i due punti di vista, e non mancano accese discussioni come quella sul Cavallo Sforza, grandioso monumento a Francesco padre, commissionato dal Moro a Leonardo e mai portato a termine:

“Il Cavallo. Voi non mi permetteste nemmeno di arrivare alla fusione. Mi avete sottratto il rame e lo stagno.”

“No! Eri tu ad essere inconcludente…io ti diedi fiducia. Invece, nel 1489, mi pare, dovetti chiedere a Lorenzo de’ Medici di mandarmi qualche altro scultore fiorentino, perché tu non lo sapevi condurre ancora in opera.”

“…Osservai per mesi i migliori cavalli del Ducato. Ne studiai e riprodussi i movimenti…feci per Vostra Signoria numerosi schizzi, ma nessuno vi piaceva…E poi volevate anche che pensassi a come posare il monumento…Vi proposi di realizzare una piazza grande come il Castello. Al centro vi saria stato il Cavallo…Dovevo fondere in un sol getto, per evitare che poi una siffatta struttura del peso di 80 centinai si crepasse nelle giunture fra i getti…Tre forni mi convinsi a costruire per avere la fusione de tutte le parti in ugual misura…Ma voi mi sottraeste il rame.”

“Non fui io a toglierti il rame ma la guerra! Tu continuavi a tirarla in lungo per quel cantiere. Era appena morto Gian Galeazzo e noi dovevamo assicurare il Ducato de Mediolano; era un momento difficile e magari i veneziani avrebbero potuto approfittarne. Chiesi aiuto a mio suocero Ercole d’Este, per avere io il tempo di raggiungere Carlo VIII e confermare per noi Genova, e poi l’investitura ufficiale dell’Imperatore. Promisi a Ercole le provvigioni per i suoi soldati, ma in cassa non vi erano abbastanza soldi e Bergonzio si arrangiò a consegnare quel rame per fare le passevolanti [cannoni a canna lunga] che servivano a Ferrara…”

Questi e molti altri aneddoti fanno emergere il carattere dei due grandi e le vicende che ne ripercorrono la storia così come quella del ducato Milanese.

Breve romanzo storico, invenzione ma non falsificazione, tutto basato su fonti certe e attendibili, citazioni dirette dagli scritti del mancino e qualche interpretazione non sempre ortodossa, seppur possibile.

L'autore

Fabio Lopez (Milano, 1953) vive a Milano. È architetto e figlio di Guido, l’autore di Milano in mano. Dopo la sua scomparsa (2010) ha intrapreso l’attività di mantenere vivi i testi del padre, in particolare la celebre guida in libreria fin dal 1965, aggiornandola ai giorni nostri. Con La roba e la libertà. Gli Sforza, Leonardo e Ludovico si è tuffato nel mondo del rinascimento milanese, integrando il testo del padre con le novità storiografiche degli ultimi anni. Loches è il suo primo romanzo.

 

(Da Ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - Così era Milano, ecco cosa si scopre e si riscopre a passeggio per la città

Autore; Bruno Pellegrino. Editore: Meravigli. Pagine: 1056 a colori. Prezzo: 118 euro

"Un’opera da non perdere per chi ama perdersi fra le meraviglie (anche minute) della città di Milano"

Il più importante evento editoriale meneghino degli ultimi 50 anni! In oltre 1000 pagine, il “meneghinologo” Bruno Pellegrino racconta le sue sorprendenti passeggiate, sestiere per sestiere (Porta Vercellina, Porta Ticinese, Porta Romana, Porta Orientale, Porta Nuova, Porta Comasina), via per via, cortile per ­cor­tile, entro la cerchia dei Navigli, alla riscoperta della Milano di ieri e di oggi. Sei volumi riccamente illustrati a colori, raccolti in un prezioso cofanetto, che contengono tutto (ma proprio tutto!) ciò che per ­vestigia d’arte o ­reminiscenze storiche meriti di essere segnalato, con particolare attenzione per quei monumenti “minori”, i quali, per essere i meno importanti, sono anche i meno conosciuti.

(Da Meravigli Edizioni)

IO LEGGO - La famiglia divorata, il disturbo alimentare raccontato in un libro. Quell'emergenza nell'emergenza che colpisce le giovani donne e i loro cari

In libreria La famiglia divorata. Vivere accanto al disturbo alimentare (Mursia, pagg. 148,Euro 16,00) della giornalista Agnese Buonomo, un libro che è un vero e proprio viaggio attraverso gli occhi dei padri e delle madri, ma anche delle sorelle e dei fratelli che combattono, soffrono, vivono la malattia dei loro cari, un libro che tutti i genitori e coloro che lavorano con i ragazzi dovrebbero leggere


Amazon.it: La famiglia divorata: Vivere accanto al disturbo alimentare -  Buonomo, Agnese - Libri

“…quando in una famiglia c’è un malato di anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge-eating), per citarne solo alcune, di fatto si ammalano tutti. In Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di queste patologie. Se ad ognuno di loro aggiungiamo anche un solo familiare i numeri raddoppiano. Il 10% della popolazione fa i conti con questo dramma. Malattie che per bambine, ragazze e donne, nella fascia di età tra i 12 e i 25 anni, rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Circa 4 mila decessi ogni anno. Questo libro nasce con l’intento di dar voce a chi voce solitamente non ne ha o non ne ha mai avuta. Troppo spesso la famiglia vive la malattia nel buio e nel silenzio delle mura domestiche, sovrastata dall’ignoranza generale e dalla poca attenzione sociale.”, con queste parole tratte dalla prefazione Stefano Tavilla, Presidente dell’associazione Mi nutro di vita spiega come nasce La famiglia divorata. Vivere accanto al disturbo alimentare (Mursia, pagg. 148,Euro 16,00) della giornalista Agnese Buonomo, un libro che è un vero e proprio viaggio attraverso gli occhi dei padri e delle madri, ma anche delle sorelle e dei fratelli che combattono, soffrono, vivono la malattia dei loro cari, un libro che tutti i genitori e coloro che lavorano con i ragazzi dovrebbero leggere.

Nell’intervista che conclude il libro Anna Ogliari, responsabile del servizio di psicopatologia dello sviluppo presso il Centro Disturbi del Comportamento Alimentare dell’ospedale San Raffaele di Milano,spiega che i casi di malattie del comportamento alimentare durante la pandemia hanno avuto una crescita esponenziale: “I dati ufficiali parlano di un aumento del 30%. Il dato è allarmante non solo in termini di numeri, infatti è altresì molto importante sottolineare come si sia abbassata l’età di esordio e siano cresciuti i casi tra i maschi. I disturbi del comportamento alimentare di solito si manifestano durante l’adolescenza, in questo ultimo anno e mezzo si è registrato un significativo aumento nella fase preadolescenziale, tra i 10 e i 13 anni.”

Dai racconti dei familiari emerge come in Italia ci sia una gravissima carenza di strutture specializzate e come sia forte la necessità che queste patologie vengano riconosciute come malattie a sé stanti, scorporate dalla generica branchia della salute mentale. Le famiglie sono spesso lasciate sole nell’affrontare questo “mostro” e sono costrette a veri e propri viaggi della speranza. Nelle parole di Chiara, mamma di Flavia,una ragazzina di 14 anni che soffre di anoressia: “Ho vissuto mesi con la valigia in mano. Ho lasciato mio marito e l’altra figlia minore a Napoli. Ho accompagnato Flavia…Come una pallina da ping-pong, che rimbalza da una parte all’altra dello Stivale. Un pellegrinaggio in cerca delle cure adeguate, per poi tornare al punto di partenza.”

Come racconta Roberta, una donna e mamma che ha sofferto di bulimia: “Relazionarsi con un malato di disturbi alimentari è come camminare su un campo minato. Se non conosci a perfezione l’esatta posizione delle mine che cambia ogni giorno, imprevedibile, irregolare, salti per aria. È una prova terribile a cui il malato sottopone quelli che lo amano…”

Nelle parole di Edoardo, fratello di Lollo che purtroppo non ce l’ha fatta: “Per me l’anoressia è la malattia che ti cancella il sorriso dalla faccia. È la negazione del sorriso…La casa un inferno. Io ne ho parlato tanto con i miei genitori…Loro mi ripetevano che era maggiorenne, non potevi obbligarlo a curarsi… Non potevo credere che in casi così gravi non si potesse intervenire a prescindere dalla sue decisioni di malato.”

E ancora in quelle di Alessia, mamma di Sofia, una ragazza che ha sofferto di anoressia: “Sofia sorride, affamata di vita, con la voglia di recuperare tutto quello che la malattia le ha rubato…si è ammalata quando aveva 13 anni…Non avevo collegato il dimagrimento a un dolore profondo, a un disagio interiore...Nella mia ignoranza ho sempre pensato che anoressia facesse rima con modella. Una stupidaggine, sono ragazze che soffrono, spente nel corpo, nell’anima e nello sguardo.”

Dodici storie diverse che raccontano la malattia dal punto di vista di chi sta accanto a chi soffre. Genitori che hanno accompagnato i figli in percorsi sbagliati prima di trovare quello giusto, famiglie che hanno visto il proprio caro ammalarsi o peggiorare a causa del lockdown, che stanno rivedendo la luce o che hanno visto i figli, o fratelli, morire.

“Quando una figlia o un figlio si ammalano di disturbo del comportamento alimentare è come se un mostro entrasse a sconvolgere le loro vite, è l’intera famiglia ad essere investita da uno tsunami. Non esiste più nulla, tutto ruota attorno alla malattia. Purtroppo l’ho vissuto e lo vivo in prima persona. Anoressia, bulimia, binge-eating sono patologie subdole che trasformano la mente e il corpo di chi ne soffre in modo drastico. Per questo ho scritto questo libro, perché di disturbi alimentari si muore, ma si può anche, anzi si deve, guarire.”, spiega Agnese Buonomo.

L'AUTRICE

Agnese Buonomo (Varese, 1968) vive a Milano dove è vicecaporedattore a Studio Aperto. Negli anni Novanta ha lavorato in Rai a Il rosso e il nero e Tempo Reale di Michele Santoro. Ha collaborato con diversi quotidiani e settimanali. Dal 1997 appartiene alla famiglia Mediaset: è stata inviata sui principali fatti di attualità per Verissimo e per il Tg5 e dal 2010 lavora a NewsMediaset.

IO LEGGO - Misteri ambrosiani, il nuovo noir di Fabrizio Carcano tra anni di piombo e pandemia

Arriva domani, sabato 26 giugno, in tutte le librerie il nuovo romanzo giallo Misteri ambrosiani (Mursia, pagg. 430 , Euro 17,00), l'ultima fatica letteraria del 47enne giallista milanese Fabrizio Carcano, giallista prolifico che dal 2011 ad oggi ha sfornato quattordici romanzi noir, tutti ambientati nella Milano di oggi, con un taglio esoterico/religioso, con approfondimenti storici e artistici, su luoghi, eventi o personaggi che a Milano hanno regalato fascino e mistero


Misteri Ambrosiani è il nuovo romanzo noir dello scrittore Fabrizio Carcano  - Affaritaliani.it

In Misteri ambrosiani l'autore mette nero su bianco una duplice indagine, nel cuore di Milano, nelle ombre della storia recente, raccontando in 430 pagine la caccia del più feroce degli assassini.

Nella Milano di fine anni '70 - la Città della paura, dove bande criminali, malavitosi e terroristi rossi e neri versano sangue ogni giorno sui marciapiedi - un killer efferato, protetto da istituzioni deviate, compie una strage silenziosa di omosessuali.

Tocca al commissario Vittorio Maspero inseguire la sua infinita scia di sangue, con un'inchiesta da brivido in una metropoli ostaggio di forze oscure: mafia, P2, servizi deviati e pezzi di Stato, dietro le quinte, ordiscono attentati ed esecuzioni, cavalcando le proteste di piazza, alzando un muro di fumo per nascondere gli scandali delle banche di Sindona e Calvi, dei banchieri di Dio.

Nella Milano del 2021, in zona rossa, con le mascherine per il virus, è il vicequestore Bruno Ardigò, il cacciatore di Caini, a indagare su una catena di nuovi omicidi, scavando in un passato nerissimo di segreti mai svelati e omissis, per giungere ai misteri legati al Banco Ambrosiano, in un'inchiesta che si snoderà anche a Roma, alla ricerca degli spettri della banda della Magliana che si agitano dopo un omicidio cruento nella basilica di Sant'Apollinare.

"In questo giallo, di taglio poliziesco, molto cronachistico, scritto al presente con un linguaggio giornalistico, affianco in un primo e in un secondo tempo narrativo due diversi investigatori, Maspero e Ardigò, impegnati in due indagini distanziate di quattro decenni, alla ricerca di una verità sugli anni più torbidi di Milano con una parentesi anche a Roma. È un viaggio nella Milano turbolenta del terribile biennio 77-78, tra terrorismo, logge massoniche, servizi deviati, crimini istituzionali, sfiorando storie reali come gli scandali bancari della Banca Privata Italiana e del Banco Ambrosiano e personaggi realmente esistiti, da Calvi a Sindona, da Ambrosoli ai criminali come Turatello e De Pedis, capo della banda della Magliana. La seconda parte del romanzo fotografa invece la Milano di qualche mese fa, quella di febbraio, ancora nel pieno della pandemia, che intravede la luce in fondo al tunnel con i primi vaccini, in un clima ancora incerto e inquieto, dove nell'indifferenza cittadina si snoda una catena di delitti legati ai fatti degli anni 'settanta, ai misteri, che danno il titolo al libro, legati al crac del Banco Ambrosiano, misteri per cui si continua a uccidere anche dopo quattro decenni" spiega lo stesso Carcano. Che incontrerà i lettori a Milano per la prima presentazione di Misteri ambrosianivenerdì 9 luglio alle 18,30 presso LaFeltrinelli Libri e Musica di Piazza Duomo (Via Ugo Foscolo 1/3; Galleria Vittorio Emanuele II). 

(da Ufficio Stampa Mursia)

 

CHI E' FABRIZIO CARCANO

Fabrizio Carcano alla Biblos di Gallarate | Sempione News

Fabrizio Carcano (Milano, 1973) è giornalista e scrive per «Il Giorno», «Libero» e «Superbasket». È uno dei giallisti più amati dal pubblico milanese. Misteri ambrosiani è il suo quattordicesimo romanzo noir dedicato ai misteri e al fascino di Milano. I suoi romanzi sono stati più volte primi nella classifica vendita di Amazon.

Dal 2020 è direttore della collana Giungla Gialla di Mursia.

 

IO LEGGO - Quando il lago si tinge di noir: il concorso letterario "Ceresio in Giallo"

Mercoledì 26 maggio, ore 18.30 presentazione in diretta Facebook concorso letterario "Ceresio in Giallo", il lago italo-svizzero si tinge di noir


 Seconda edizione da record per "Giallo Ceresio" | Sempione News
Mercoledì 26 maggio, alle ore 18.30, presentazione in diretta del concorso letterario Ceresio in Giallo sulla pagina Facebook del concorso www.facebook.com/CERESIOinGIALLO.
Il concorso, a partecipazione gratuita, è aperto a romanzi e racconti, editi e inediti, di genere giallo, thriller, noir e poliziesco.

L’iniziativa è patrocinata e sostenuta dalla Comunità di Lavoro Regio Insubrica, patrocinata da Regione Lombardia. Accademia della Crusca e Camera di Commercio di Varese e da AIME, Associazione imprenditori europei con la collaborazione e il sostegno di Comitato Premio Claudio De Albertis, Assicurazioni Generali, Musajo Somma s.n.c. - Varese Città Giardino, Il Gigante, Vox Libri, YOP Comunicazione.

 

Da Ufficio stampa Ceresio in Giallo
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IO LEGGO - Un elogio alla vita e alla natura nei tempi tristi del Covid: il diario di bordo di Roberto Soldatini ci fa "abitare il sogno"

Il direttore d’orchestra, compositore, violoncellista e scrittore Roberto Soldatini torna in libreria con Denecia approdi nella pandemia (Mursia, pagg. 240, Euro 17,00, con inserto fotografico) e racconta i primi otto mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria vissuti dalla prospettiva unica della sua barca


Roberto Soldatini torna in libreria con un nuovo libro

“Mai come durante questi mesi in barca ho avuto modo di osservare il mondo con occhi diversi, apprezzando la bellezze che la natura ci regala nel più piccolo dettaglio, senza dare nulla per scontato, riscoprendo l’importanza del calore dei rapporti umani proprio quando li si deve evitare e il piacere dei gesti più semplici, anche quelli spesso disprezzati, come quello di scendere a buttare la spazzatura o di lavare la biancheria a mano.”, dichiara Roberto Soldatini, “Questo mio libro vuole essere un elogio alla vita e alla natura nella speranza di poter tornare presto tutti insieme a navigare nel meraviglioso mare della vita”.

«Le nuvole si dissolvono d’incanto, e ci sembra che il cielo e il mare non siano mai stati così azzurri come oggi. Siamo gli unici in questo mare a spiegare le vele come ali, e il sale sulle labbra, rubato alle onde e portato dal vento, ha il sapore di una libertà che si riesce anche a respirare».

Denecia approdi nella pandemia: nuovo libro di Roberto Soldatini |  www.pressmare.it/

Quello di Denecia e di Roberto Soldatini è un sodalizio davvero speciale, ancora di più in una situazione di emergenza internazionale. Per la prima volta la pandemia causata dal Covid-19 viene raccontata in un libro da chi vive in barca, tra peripezie burocratiche e avventurose navigazioni, affrontate con il profondo legame dei due protagonisti.

È il racconto di approdi da sogno lungo più di tremila miglia sotto la chiglia (seimila chilometri), tra Italia, Grecia, Albania, Montenegro, Croazia e Slovenia, in baie e porticcioli dove Denecia era quasi sempre l’unica barca presente a causa del lockdown.

«Fa arrabbiare questo libro che pone in discussione ogni nostra scelta», come scrive nella postfazione Sergio Nazzaro. «Perché prima della pandemia era un sognare ad occhi aperti, durante la pandemia sembra essere l’unica forma possibile di sopravvivenza morale e ontologica: abitare il sogno».

Libri, il maestro Roberto Soldatini torna a Crotone per presentare Denecia

L'AUTORE - Roberto Soldatini (Roma 1960) è direttore d’orchestra, compositore, violoncellista e scrittore. Dall’età di quindici anni ha svolto attività concertistica come solista. Come direttore ha guidato le orchestre di alcune delle maggiori istituzioni europee e americane. Dal 2011 vive sulla sua barca a vela Denecia II, alternando ogni anno sei mesi di navigazione in solitario e sei mesi in porto per svernare. Con Mursia ha pubblicato Denecia. Autobiografia di una barca (2018).

IO LEGGO - "Il mio amico samurai", un romanzo e un manuale che spiega ai ragazzi il vero senso delle arti marziali

Edito da Mursia (pagg. 164, Euro 14,00), il volume combina i differenti linguaggi della narrativa e della manualistica. "Il Ju Jitsu aumenta l’autostima, aiuta a controllare e ridurre l’aggressività, migliora la concentrazione, insegna valori come il rispetto, il sacrificio, la dedizione, sviluppa la coordinazione psicomotoria, rafforza il corpo in modo naturale e tanto altro ancora. Sono moltissimi i benefici psicofisici che si possono trarre dalla pratica di questo sport", dichiara il maestro Lorenzo Milano, autore del libro insieme a Ludovico Jacopo Cipriani


Libro Il mio amico samurai - L. Milano - Mursia - Bicicletta e altri sport  | LaFeltrinelli

«La leggenda racconta che, durante un’abbondante nevicata, notò che alcuni alberi dal tronco robusto e dai rami lunghi e rigidi, si erano spezzati sotto il peso della neve che vi si era accumulata, lasciandoli spogli e disadorni. Ma in mezzo a tanti alberi danneggiati dalla fitta nevicata, ne spiccavano altri che invece erano rimasti intatti. I salici. (…) Perché resistere fino all’estremo, e poi cedere di schianto? Poteva il principio della non resistenza diventare parte integrante di una tecnica di combattimento? Akiyama pensò di sì, e così nacque il Ju Jitsu, ovvero l’arte della cedevolezza, l’arte della flessibilità. È infatti anche chiamata la dolce arte…», si apre con il racconto della leggenda del salice “Il mio amico samurai” (Mursia, pagg. 164, Euro 14,00), del Maestro Lorenzo Milano e di Ludovico Jacopo Cipriani.

“Il Ju Jitsu aumenta l’autostima, aiuta a controllare e ridurre l’aggressività, migliora la concentrazione, insegna valori come il rispetto, il sacrificio, la dedizione, sviluppa la coordinazione psicomotoria, rafforza il corpo in modo naturale e tanto altro ancora. Sono moltissimi i benefici psicofisici che si possono trarre dalla pratica di questo sport.”, dichiara Lorenzo Milano, “Ci tengo a sottolinearlo, perché ultimamente lo sport in generale e ancor più i così detti ‘sport di contatto’ come il Ju Jitsu sono stati messi al bando, mentre lo sport, specie per i ragazzi, deve essere considerato un alleato della salute, non solo quello professionistico e non solo perché aiuta ad attivare il sistema immunitario. Ringrazio Mursia che proprio in questo momento che rischia di allontanare i giovani dallo sport ha deciso di pubblicare il nostro romanzo che vuole avvicinare i giovani allo sport Ju Jitsu, migliorandone la comprensione e la conoscenza di un così difficile ma completo sport.”

«Il tuo obiettivo è il vuoto: questo è il segreto del Ju Jitsu. È proprio lì, nel vuoto, che trovi la vittoria in combattimento.»

Unico nel suo genere, questo volume combina per la prima volta due linguaggi differenti per parlare di Ju Jitsu: la narrativa e la manualistica. Romanzo per ragazzi e, al tempo stesso, guida tecnica per tutti, il libro racconta la storia di Leonardo, studente di prima media, che inizia il suo percorso nella pratica di questa nobile arte. Al centro della narrazione c’è il rapporto che il giovane allievo instaura con il maestro giapponese in Italia per alcuni stage; l’amicizia con Leila, studentessa di un anno più grande; la vita nel Dōjō e le difficoltà a scuola con alcuni compagni. Così, in un incessante dialogo tra le vicende dei protagonisti raccontate nel romanzo e le spiegazioni tecniche di un maestro di Ju Jitsu, si intrecciano due approcci diversi nella forma, ma non nel contenuto.

“Contrariamente a quanto si crede, a scuola c’è voglia di leggere. Lo so per esperienza diretta: bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno fame di libri, di storie, di narrativa. Bisogna però far leva sui loro interessi, sapere cosa possa incuriosirli, cosa abbiano voglia di leggere.”, dichiara Ludovico Jacopo Cipriani. “Il fascino dei samurai e più in generale il mondo delle arti marziali è sicuramente tra questi interessi, poiché può rispondere a molte delle loro domande. Oltre ad essere uno sport, le discipline orientali sono una fonte di saggezza, una filosofia di vita, e le domande dei giovani sono le più autenticamente filosofiche, perché – più degli adulti – si riferiscono al senso dell’esistenza”.

Ugo Mursia Editore con oltre 200 titoli che spaziano dalla scherma, al calcio, alle arti marziali, alla pallavolo a tante altre discipline, è da sempre al fianco dello sport e dei valori che rappresenta.

Lorenzo Milano è dottore in Disegno industriale presso il Politecnico di Milano e presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Maestro 6° Dan di Ju Jitsu, Shihan Dai World Ju Jitsu Federation e maestro 6° Dan di Hapkido, World All Hapkido Association, è fondatore e CTN Scuola Hapkido Italia. Nel 2017 ha ideato e prodotto Oriente TV, nuovo format televisivo sulle arti marziali e sulle discipline orientali. È fondatore e DT Divya Academy, società sportiva e culturale di discipline orientali come Ju Jitsu, Hapkido e Ayurveda. Nel 2017 ha scritto Ju Jitsu. Fondamenti-volume 1.

Ludovico Jacopo Cipriani, laureato in Scienze dell’educazione presso l’Università Statale Bicocca di Milano, ha ideato il Progetto Scuole Feltrinelli, promuovendo laboratori didattici sull’importanza della lettura nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. È un assiduo praticante di arti marziali come il Ju Jitsu l’Hapkido e il Kung Fu Shaolin. Nel 2011 ha scritto Il mistero di Burgess Shale. La magica avventura dell’evoluzione.

 

(Da ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - Il vino? Va ascoltato. Per sapere come degustate il libro di Massobrio e Gatti

Parliamo della terza versione de L'Ascolto del Vino. Una corposa edizione (oltre 650 pagine), in due lingue, italiano e inglese, per conoscere la qualità del vino, trattato secondo diverse angolature. Si parte dai racconti scritti da Paolo Massobrio seguendo la scansione temporale "ieri, oggi, domani", per arrivare a un affondo nel mondo dell'enologia attraverso un dialogo tra Paolo Massobrio e Marco Gatti per apprendere le tecniche di degustazione, o meglio "di ascolto". La terza parte annovera una serie di interviste del passato e del presente a personaggi del mondo del vino: enologi, produttori, opinion leader, ristoratori che completano e approfondiscono la parte didattica. Si passa infine alla conoscenza diretta delle cantine, con la selezione degli oltre 1.000 vini premiati negli ultimi dieci anni attraverso il premio "Top Hundred", ovvero i cento nuovi vini selezionati dal 2002 al 2011

Da Comunica Edizioni


Proposte di lettura: L'ascolto del vino - Civiltà del bereCiviltà del bere

Dove c'è la vite, c'è vita. E dove ci sono vigne e uva, c'è il vino. Questo l'assunto da cui parte L'ascolto del vino, la nuova edizione del manuale firmato dalla "coppia con il papillon" formata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, per approcciarsi al mondo del vino ed imparare a conoscerlo nel profondo, rispondendo a domande che vanno dal "Perché il vino ha un fascino unico, un alone di mistero che ne fa bevanda diversa da tutte le altre?" a "Come posso valutare la qualità di uno spumante, o di un bianco o di un rosso"; da "Gli abbinamenti cibi-vini devono davvero seguire i criteri indicati come dogmi in questi anni?" a "Le cantine che saranno famose quali sono?". Altrettante, e mille altre, le risposte che si possono trovare nel volume, oggi alla sua terza versione, ma che già dal suo debutto si è rivelato un compagno indispensabile per ogni vero winelover, appassionato o professionista di settore. 

I mesi di silenzio dovuti al lockdown sono stati l'occasione per scoprire che "I vini possono fare racconti", ma una condizione: che li si sappia "ascoltare", entrando in rapporto con loro. Per questo motivo, L'Ascolto del Vino (Edizioni Comunica, pag 672) oggi più che mai si rivela attuale, perché dalla pluridecennale esperienza di degustatori di Massobrio e Gatti una è la lezione più preziosa. Ogni volta che in un bicchiere è "ospite" un bianco, un rosso, uno spumante, un passito, dedicare la giusta attenzione ad ammirarne le tonalità di colore, a coglierne i profumi, ad apprezzarne le sfumature di sapori, si può rivelare un'esperienza memorabile. Occorre solo "ascoltare" ed essere disposti a capire quello che ogni sorso vuole comunicare.

Obiettivo di quest'ultimo lavoro editoriale è dunque quello di individuare e condividere i percorsi più idonei per approcciarsi alla conoscenza del vino. Un metodo non convenzionale in grado di offrire ad appassionati, operatori del settore, sommelier e ristoratori curiosi una visione diversa, con informazioni sulla tecnica di degustazione e sulla storia del vino, cenni di vitivinicoltura ed enologia, profili di grandi vignaioli e titolari di cantine, famosi e non, con le descrizioni dei vini di eccellenza inseriti tra i "Top Hundred" (il riconoscimento con cui ogni autunno, a Golosaria, Massobrio e Gatti premiano i migliori produttori dell'anno). 

Due, invece, le preoccupazioni che hanno attraversato la riedizione del libro: spogliarsi da ogni forma di "intellettualismo" mettendo in gioco la passione e regalare la consapevolezza che dentro a un bicchiere di vino si celano donne, uomini, la bellezza di una collina e la fatica della cura di una vigna, ma anche la capacità di regalare emozioni, storie e luoghi che meritano di essere conosciuti. 

Il libro, in vendita su Amazon, può essere acquistato al prezzo speciale di 20 euro, anziché 34,50. Maggiori informazioni qui 


Note sugli autori

Paolo Massobrio

PAOLO MASSOBRIO, nato a Milano nel 1961,  si occupa da circa 30, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire e a vari periodici. È direttore responsabile del portale www.ilgolosario.it e della rivista Papillon, nonché autore della guida best seller Il Golosario. 

Tra le altre pubblicazioni edite da Comunica: l’Ascolto del vino, Adesso 365 giorni da vivere con gusto, Amati! volersi bene attraverso il cibo, e il Gatti Massobrio, taccuino dei ristoranti d’Italia.

E’ direttore della collana “I Libri del Golosario” per Cairo editore.

È fondatore e presidente nazionale del Club di Papillon, collabora a radio e tv ed è giudice nella trasmissione La Prova del Cuoco su Rai 1. Tra i numerosi riconoscimenti, il premio Saint Vincent di giornalismo e la nomina nel Comitato delle Firme di Expo 2015. Ha collaborato al Magazine del Padiglione Italia di Expo 2015. Ogni anno in Golosaria celebra con il collega Marco Gatti il premio Top Hundred, dedicato ai 100 migliori vini d’Italia.

Marco Gatti

MARCO GATTI 54 anni, milanese, coniugato e padre di una figlia, è giornalista, critico enogastronomico e sommelier, e si occupa di enogastronomia ed economia agricola dalla metà degli anni Ottanta.

Ha curato rubriche sui quotidiani QN - Il Giorno - La Nazione - Il Resto del Carlino e Libero, e scrive sui mensili Class e Gentleman. Tra le esperienze più significative, è stato direttore de Il Sommelier italiano, rivista ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier, ed è stato per sei anni responsabile della Lombardia della Guida ai ristoranti d’Italia de L'Espresso.

Oggi è coautore del Gatti Massobrio, il taccuino ai ristoranti d'Italia.

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