updated 10:25 AM UTC, Oct 29, 2021

IO LEGGO - Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro litigano (ancora) per il Cavallo: il romanzo di Fabio Lopez ci rende curiosi

L'incontro impossibile in Francia tra il genio e il duca di Milano. Breve romanzo storico, tra invenzione e verità, comunque basato su fonti certe e attendibili oltre a riportare citazioni dirette. L'autore, all'esordio, è architetto, figlio di Guido che scrisse Milano in mano, la celebre guida uscita nel 1965, di recente aggiornata e integrata dall'erede stesso


  

“Il rapporto fra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro fu la chiave di volta per lo sviluppo della cultura rinascimentale a Milano. Due personaggi così antitetici e nel contempo così empatici. Così simili nella sete di grandezza, della ‘roba’ per Ludovico, della conoscenza attraverso la ‘libertà’ dell’esperienza per Leonardo.”, dichiara Fabio Lopez, autore di Loches. Un incontro impossibile tra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro. (Mursia, pagg. 104, Euro 10,00) “Di qui l’idea di questo mio romanzo: un incontro e un lungo dialogo tra i due, nella realtà infattibile, a Loches, dove venne rinchiuso e con ogni probabilità morì il Moro, e dove, per pura coincidenza, a pochi chilometri e anni di distanza, fu chiamato da Francesco I il Genio. Un pretesto per narrare e tentare d’interpretare le vicende di Milano nel periodo del passaggio tra l’età antica e l’evo moderno e per aggiungere sale alla riflessione su uno fra i più noti personaggi d’ogni tempo.”

Trentotto chilometri appena separano Amboise da Loches, in Francia. Nella prima vi approdò Leonardo da Vinci, anno 1516, su invito personale del Re Francesco I Valois. Nella seconda, in un’ampia cella del maschio medievale, vi fu rinchiuso Ludovico il Moro Sforza, fatto prigioniero dai francesi. Morì, pare, nel 1508. L’invenzione di questo racconto muove dall’idea che il Moro nel 1516 fosse ancora vivo e che il Re di Francia chiedesse al Maestro toscano di recarsi da lui affinché la smettesse di lamentarsi per il trattamento di prigionia. Ne nasce quindi un serrato confronto fra i due, un pretesto narrativo per ripercorrere le vicende del Ducato milanese secondo i due punti di vista, e non mancano accese discussioni come quella sul Cavallo Sforza, grandioso monumento a Francesco padre, commissionato dal Moro a Leonardo e mai portato a termine:

“Il Cavallo. Voi non mi permetteste nemmeno di arrivare alla fusione. Mi avete sottratto il rame e lo stagno.”

“No! Eri tu ad essere inconcludente…io ti diedi fiducia. Invece, nel 1489, mi pare, dovetti chiedere a Lorenzo de’ Medici di mandarmi qualche altro scultore fiorentino, perché tu non lo sapevi condurre ancora in opera.”

“…Osservai per mesi i migliori cavalli del Ducato. Ne studiai e riprodussi i movimenti…feci per Vostra Signoria numerosi schizzi, ma nessuno vi piaceva…E poi volevate anche che pensassi a come posare il monumento…Vi proposi di realizzare una piazza grande come il Castello. Al centro vi saria stato il Cavallo…Dovevo fondere in un sol getto, per evitare che poi una siffatta struttura del peso di 80 centinai si crepasse nelle giunture fra i getti…Tre forni mi convinsi a costruire per avere la fusione de tutte le parti in ugual misura…Ma voi mi sottraeste il rame.”

“Non fui io a toglierti il rame ma la guerra! Tu continuavi a tirarla in lungo per quel cantiere. Era appena morto Gian Galeazzo e noi dovevamo assicurare il Ducato de Mediolano; era un momento difficile e magari i veneziani avrebbero potuto approfittarne. Chiesi aiuto a mio suocero Ercole d’Este, per avere io il tempo di raggiungere Carlo VIII e confermare per noi Genova, e poi l’investitura ufficiale dell’Imperatore. Promisi a Ercole le provvigioni per i suoi soldati, ma in cassa non vi erano abbastanza soldi e Bergonzio si arrangiò a consegnare quel rame per fare le passevolanti [cannoni a canna lunga] che servivano a Ferrara…”

Questi e molti altri aneddoti fanno emergere il carattere dei due grandi e le vicende che ne ripercorrono la storia così come quella del ducato Milanese.

Breve romanzo storico, invenzione ma non falsificazione, tutto basato su fonti certe e attendibili, citazioni dirette dagli scritti del mancino e qualche interpretazione non sempre ortodossa, seppur possibile.

L'autore

Fabio Lopez (Milano, 1953) vive a Milano. È architetto e figlio di Guido, l’autore di Milano in mano. Dopo la sua scomparsa (2010) ha intrapreso l’attività di mantenere vivi i testi del padre, in particolare la celebre guida in libreria fin dal 1965, aggiornandola ai giorni nostri. Con La roba e la libertà. Gli Sforza, Leonardo e Ludovico si è tuffato nel mondo del rinascimento milanese, integrando il testo del padre con le novità storiografiche degli ultimi anni. Loches è il suo primo romanzo.

 

(Da Ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - Il carcere, la giustizia, il destino: in libreria un romanzo per conoscere e riflettere

In libreria Mio Giudice (Mursia, pagg. 308, Euro 17,00) il romanzo d'esordio del magistrato Alessandro Giordano che per la prima volta mette al centro la magistratura di sorveglianza e il mondo dell'esecuzione della pena


UNO SPACCATO SUL RUOLO DELLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA E SUL MONDO DELL'ESECUZIONE DELLA PENA

ROMANZO D'ESORDIO DEL MAGISTRATO ALESSANDRO GIORDANO

"Spesso si sente parlare delle carceri per le sue problematiche, pochi, invece, ne conoscono la complessa realtà che le caratterizza e specialmente il ruolo rivestito dal Magistrato di Sorveglianza come figura di riferimento per i detenuti.", dichiara Alessandro Giordano, "È per questo che, nonostante il «sorvegliante» sia, per sua natura, organo imparziale, agli occhi del ristretto egli diventa il Mio Giudice, cioè il proprio referente nell'ambito dell'esecuzione della sua pena. Ma c'è di più. Con questo mio romanzo ho voluto anche raccontare ai lettori, attraverso la vita dei due protagonisti, come le condizioni sociali in cui l'individuo cresce e si forma influiscano pesantemente sul destino di ciascuno di noi. Destino, però, che, a volte, è possibile cambiare facendo leva sulla volontà di riscatto oppure nel caso in cui qualcuno creda in noi e ci offra un'opportunità, e questo qualcuno può anche essere il magistrato di sorveglianza".

Franco Scala, magistrato proveniente da una famiglia agiata, è colpito dal sopraggiungere di una grave forma di maculopatia degenerativa. Sasha Iannitto, da giovane maltrattato e poi abbandonato dalla madre, conduce una vita costellata da esperienze detentive, intramezzate a periodi di libertà.

Le loro strade si intrecciano dopo un incontro dovuto alle rispettive condizioni. Due mondi agli antipodi, due modelli di vita, l'uno cresciuto nella devianza e l'altro nella legalità, imparano a confrontarsi e a coesistere.

Un giudice dal volto umano e un reo in cerca di riscatto viaggiano, così, all'interno di una varia umanità, tra periferie e quartieri della Roma bene, tribunali e carceri, crimine e legalità, malavita e istituzioni.

In questo percorso fede e disabilità sono protagoniste in un continuo confronto con le difficoltà della vita.

Alessandro Giordano è nato a Napoli nel 1962 e vive e lavora a Roma dove si è laureato in Giurisprudenza. È stato procuratore legale e vincitore di selezioni per l'assunzione in un istituto bancario e nel Poligrafico dello Stato quale avvocato. Entrato in Magistratura, ha esercitato funzioni penali, di giudice minorile e di sorveglianza. Ha ricoperto presso il Ministero della Giustizia gli incarichi di Direttore di vari Uffici, di Capo della Segreteria di Sottosegretari di Stato e di Direttore Generale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

(Da: ufficio stampa Mursia)

IO LEGGO - "Il mio amico samurai", un romanzo e un manuale che spiega ai ragazzi il vero senso delle arti marziali

Edito da Mursia (pagg. 164, Euro 14,00), il volume combina i differenti linguaggi della narrativa e della manualistica. "Il Ju Jitsu aumenta l’autostima, aiuta a controllare e ridurre l’aggressività, migliora la concentrazione, insegna valori come il rispetto, il sacrificio, la dedizione, sviluppa la coordinazione psicomotoria, rafforza il corpo in modo naturale e tanto altro ancora. Sono moltissimi i benefici psicofisici che si possono trarre dalla pratica di questo sport", dichiara il maestro Lorenzo Milano, autore del libro insieme a Ludovico Jacopo Cipriani


Libro Il mio amico samurai - L. Milano - Mursia - Bicicletta e altri sport  | LaFeltrinelli

«La leggenda racconta che, durante un’abbondante nevicata, notò che alcuni alberi dal tronco robusto e dai rami lunghi e rigidi, si erano spezzati sotto il peso della neve che vi si era accumulata, lasciandoli spogli e disadorni. Ma in mezzo a tanti alberi danneggiati dalla fitta nevicata, ne spiccavano altri che invece erano rimasti intatti. I salici. (…) Perché resistere fino all’estremo, e poi cedere di schianto? Poteva il principio della non resistenza diventare parte integrante di una tecnica di combattimento? Akiyama pensò di sì, e così nacque il Ju Jitsu, ovvero l’arte della cedevolezza, l’arte della flessibilità. È infatti anche chiamata la dolce arte…», si apre con il racconto della leggenda del salice “Il mio amico samurai” (Mursia, pagg. 164, Euro 14,00), del Maestro Lorenzo Milano e di Ludovico Jacopo Cipriani.

“Il Ju Jitsu aumenta l’autostima, aiuta a controllare e ridurre l’aggressività, migliora la concentrazione, insegna valori come il rispetto, il sacrificio, la dedizione, sviluppa la coordinazione psicomotoria, rafforza il corpo in modo naturale e tanto altro ancora. Sono moltissimi i benefici psicofisici che si possono trarre dalla pratica di questo sport.”, dichiara Lorenzo Milano, “Ci tengo a sottolinearlo, perché ultimamente lo sport in generale e ancor più i così detti ‘sport di contatto’ come il Ju Jitsu sono stati messi al bando, mentre lo sport, specie per i ragazzi, deve essere considerato un alleato della salute, non solo quello professionistico e non solo perché aiuta ad attivare il sistema immunitario. Ringrazio Mursia che proprio in questo momento che rischia di allontanare i giovani dallo sport ha deciso di pubblicare il nostro romanzo che vuole avvicinare i giovani allo sport Ju Jitsu, migliorandone la comprensione e la conoscenza di un così difficile ma completo sport.”

«Il tuo obiettivo è il vuoto: questo è il segreto del Ju Jitsu. È proprio lì, nel vuoto, che trovi la vittoria in combattimento.»

Unico nel suo genere, questo volume combina per la prima volta due linguaggi differenti per parlare di Ju Jitsu: la narrativa e la manualistica. Romanzo per ragazzi e, al tempo stesso, guida tecnica per tutti, il libro racconta la storia di Leonardo, studente di prima media, che inizia il suo percorso nella pratica di questa nobile arte. Al centro della narrazione c’è il rapporto che il giovane allievo instaura con il maestro giapponese in Italia per alcuni stage; l’amicizia con Leila, studentessa di un anno più grande; la vita nel Dōjō e le difficoltà a scuola con alcuni compagni. Così, in un incessante dialogo tra le vicende dei protagonisti raccontate nel romanzo e le spiegazioni tecniche di un maestro di Ju Jitsu, si intrecciano due approcci diversi nella forma, ma non nel contenuto.

“Contrariamente a quanto si crede, a scuola c’è voglia di leggere. Lo so per esperienza diretta: bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno fame di libri, di storie, di narrativa. Bisogna però far leva sui loro interessi, sapere cosa possa incuriosirli, cosa abbiano voglia di leggere.”, dichiara Ludovico Jacopo Cipriani. “Il fascino dei samurai e più in generale il mondo delle arti marziali è sicuramente tra questi interessi, poiché può rispondere a molte delle loro domande. Oltre ad essere uno sport, le discipline orientali sono una fonte di saggezza, una filosofia di vita, e le domande dei giovani sono le più autenticamente filosofiche, perché – più degli adulti – si riferiscono al senso dell’esistenza”.

Ugo Mursia Editore con oltre 200 titoli che spaziano dalla scherma, al calcio, alle arti marziali, alla pallavolo a tante altre discipline, è da sempre al fianco dello sport e dei valori che rappresenta.

Lorenzo Milano è dottore in Disegno industriale presso il Politecnico di Milano e presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Maestro 6° Dan di Ju Jitsu, Shihan Dai World Ju Jitsu Federation e maestro 6° Dan di Hapkido, World All Hapkido Association, è fondatore e CTN Scuola Hapkido Italia. Nel 2017 ha ideato e prodotto Oriente TV, nuovo format televisivo sulle arti marziali e sulle discipline orientali. È fondatore e DT Divya Academy, società sportiva e culturale di discipline orientali come Ju Jitsu, Hapkido e Ayurveda. Nel 2017 ha scritto Ju Jitsu. Fondamenti-volume 1.

Ludovico Jacopo Cipriani, laureato in Scienze dell’educazione presso l’Università Statale Bicocca di Milano, ha ideato il Progetto Scuole Feltrinelli, promuovendo laboratori didattici sull’importanza della lettura nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. È un assiduo praticante di arti marziali come il Ju Jitsu l’Hapkido e il Kung Fu Shaolin. Nel 2011 ha scritto Il mistero di Burgess Shale. La magica avventura dell’evoluzione.

 

(Da ufficio stampa Mursia)

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